Isola dei Famosi, l’inesauribile Sandra Milo detta le condizioni dello sbarco

Inizia a tenere banco la partecipazione di un simbolo vivente del cinema trash italiano come Sandra Milo, all’Isola dei famosi 2010.

La bionda settantasettenne non sembra vere particolari paure e incubi notturni, in previsione della sua partecipazione all’Isola dei famosi, nonostante siano in molti a nutrire seri dubbi e preoccupazioni sulle capacità di tenuta di una donna che comunque ha 77 anni suonati e nell’Isola dei Famosi sarà costretta a fare i conti con un contesto selvaggio e privo delle comodità quotidiane.
Su un unico punto Sandra Milo sembrerebbe nutrire qualche preoccupazione: le modalità dello sbarco nell’isola dei Famosi. A rivelare questo suo timore è l’edizione odierna di Chi, che riporta proprio un’intervista alla regina del trash della televisione degli anni settanta.

Sandra Milo ha infatti confidato di non essere in grado di nuotare, implorando l’accettazione da parte degli organizzatori del reality Isola dei famosi, di una piccola condizione: “sbarcatemi direttamente sulla spiaggia” ha confidato la bionda Sandra Milo al giornalista di Chi. Nelle passate edizioni dell’Isola dei famosi, i concorrenti venivano addirittura lanciati da un elicottero in mare, per poi raggiungere a nuoto e con le proprie braccia la riva dell’Isola. Proprio il rischio che anche quest’anno il reality Isola dei famosi presenti questa modalità di sbarco, terrorizza Sandra Milo, la quale ha infatti rivolto dalle colonne di chi quasi un appello: “Per favore, non lanciatemi dall’elicottero in mare perché sopporto l’idea di stare con la testa sott’acqua”. Alla base delle preoccupazione della donna, come lei stessa confessa, una brutta esperienza capitatale in mare quando era ragazzina. La dichiarazione
dell’attrice conferma i dubbi di chi ritiene la bionda attrice un po’ troppo matura per questo genere di esperienze. Ma per abbattere il morale della Sandra Milo nazionale ci vuole ben altro anche perché la donna confessa di essere attirata “dal sapore primitivo di questa esperienza”.

Enzo L.