Le viene negata la pillola del giorno dopo, lei denuncia l’Asl

Mezzo milione di euro. Questa la cifra che una 37 enne teramana pretende come risarcimento danni da parte dell’ azienda sanitaria di Teramo, colpevole, secondo la donna, di non averla assistita con la pillola del giorno dopo causandone così una non voluta gravidanza.

Un’ odissea che dura da tre anni, iniziata nel modo più banale: la rottura di un condom. La giovane quindi inizia a rivolgersi a diverse strutture  sanitarie per interrompere quella tanto presunta gravidanza ma nessuno pare intenzionato ad aiutarla. Giorno dopo giorno si rivolge dapprima alla guardia medica di Tortoreto poi al pronto soccorso dell’ospedale di Giulianova che , dopo una breve visita, le suggerisce il reparto di ginecologia dove, ancora una volta, viene rispedita a casa a mani vuote. Passano i giorni ma ormai è troppo tardi quando riesce a ottenere una ricetta da parte di un ginecologo, è trascorso troppo tempo dal rapporto.

La donna così, nove mesi dopo, da alla luce un maschietto. Ma la storia non finisce qui.

Alle difficoltà evidenti di una maternità non desiderata si affianca il “No” del padre al riconoscimento del bambino che peggiora ancora una situazione già di per sè complicata.

Parte allora la trafila giudiziaria. La neo-mamma infatti si scaglia subito contro l’Asl, indicandola come negligente. Sottolinea infatti il “…ritardo con cui la sanità pubblica le ha prestato soccorso per interrompere la gravidanza prima della formazione del feto…”, come si legge nella denuncia presentata dalla donna che subito si è rivolta all’avvocato Felice Franchi del foro di Ascoli, per intentare una causa all’azienda sanitaria teramana, portandola di fronte a un giudice civile per chiedere giustizia e soprattutto un maxi-risarcimento.

Luca Bonucci