L’esercito yemenita elimina uno dei capi di al-Qaeda

Forze armate yemenite in parata

Il capo di una cellula di al-Qaeda in Yemen è stato ucciso in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza del Paese, secondo quanto afferma un governatore provinciale.

Abdullah Mehdar era il leader di un gruppo di al-Qaeda nella provincia di Shabwa, 600 km a est della capitale Sanaa.
I rapporti riferiscono che altri quattro membri della stessa cellula sono stati arrestati.
Inoltre, due soldati sono morti in un’imboscata vicino Ataq, il capoluogo della provincia.
Il governatore di Shabwa, Ali Hassan al-Ahmadi, ha dichiarato: “Abdullah Mehdar è stato ucciso la scorsa notte dalle forze armate, che hanno circondato la casa dove si nascondeva”.

Fonti dell’esercito riferiscono che i militari hanno circondato la casa, che si trova in una zona montana, e hanno ingaggiato una sparatoria con i circa 20 militanti presenti all’interno.
I restanti guerriglieri sono fuggiti. Sembra sia morto anche un membro delle forze armate yemenite.

Lo Yemen è l’ultimo Paese di una lunga serie ad essere accusato di ospitare militanti di al-Qaeda; il sospetto è nato dopo che il gruppo yemenita Al-Qaeda nella Penisola Araba ha rivendicato il fallito attentato del volo Amsterdam-Detroit del 25 dicembre.
All’inizio della settimana, il presidente Barack Obama ha dichiarato di non voler inviare truppe USA nello Yemen o in Somalia per combattere i gruppi militanti islamici presenti in quelle regioni.

Gli analisti dicono che i militanti di al-Qaeda si sono spostati in Yemen dopo essere stati messi sotto pressione in Afghanistan e Pakistan, e a seguito della repressione in Arabia Saudita.
La scorsa settimana, le autorità yemenite avevano riferito che un altro capo locale di al-Qaeda e due militanti erano stati arrestati dopo essere rimasti feriti in un raid a 40 km da Sanaa.

Ivan Rocchi