Recuperata la carcassa del velivolo dell’Aeronautica Militare precipitato questa mattina

un esemplare di Predator

Il relitto dell’aeromobile Predator dell’Aeronautica Militare Italiana precipitato questa mattina in mare è stato recuperato poche ore fa. L’aereo non si era infatti disintegrato a causa dell’impatto con l’acqua poiché pare si sia regolarmente aperto il paracadute in dotazione al velivolo.

Il Predator A-Plus era decollato dal 32/o Stormo di Amendola alle 10.15 di oggi per una missione di addestramento e si trovava in volo livellato al momento della perdita di contatto con la base, dopo circa un’ora dal decollo.

Il Predator è un aeromobile senza equipaggio umano, spesso utilizzato come aereo spia, e comandato via radio o via satellite direttamente da terra; alternativamente il volo può essere eseguito in maniera totalmente automatizzata grazie ad una preventiva programmazioni dei computer a bordo.

La carcassa dell’aereo è stata inizialmente avvistata al largo delle coste molisane da due aerei dell’Aeronautica Militare. Le correnti marine hanno riportato l’aereo verso la costa e successivamente sono scattate le operazioni di recupero supportate anche da motovedette della Capitaneria di porto di Termoli, dai vigili del fuoco nonché da Carabinieri e Polizia.

Questo è il primo incidente che occorre a tale velivolo in Italia. L’Aeronautica utilizza comunemente questo mezzo e recenti esempi sono costituiti dalle operazioni militari in Afghanistan  e dal controllo del territorio che si è reso necessario a L’Aquila dopo il sisma di qualche mese fa.

Valeria Panzeri