Ricky Hatton: “Un match ancora e poi smetto”

Ricky Hatton "The Hitman"

Ricky Hatton, soprannominato “The Hitman” dai fan britannici, ha confermato che ritornerà sul ring, fiducioso che gli sia rimasto ancora “un ultimo incontro” prima del definitive ritiro.

Hatton, grande tifoso del Machester City ed amico di Wayne Rooney e Noel Gallagher degli Oasis, ha pensato e meditato attentamente alla possibilità di rimettere piede sul ring dopo lo scioccante e brutale knockout subito nel secondo round contro Manny Pacquiao a Las Vegas lo scorso maggio.

Non c’è ancora nessuna indiscrezione su chi possa essere l’eventuale avversario del trentunenne pugile mancuniano, tuttavia la notizia è la certezza che Hatton calcherà il ring per l’ultima volta.

In molti pensavano infatti che la débacle di Las Vegas fosse stato l’ultimo atto della sua carriera.

Ricky Hatton, ex campione IBF e WBA dei pesi superleggeri, ha dichiarato di volersi concedere una vacanza in Australia, dopo di che, ha intenzione di gettarsi a capofitto negli allenamenti di preparazione al match.

“Fra una settimana andrò in vacanza con la mia ragazza, al mio ritorno ho intenzione di dedicarmi corpo e anima all’allenamento e alle mie solite 12 settimane di preparazione”.

Tra i papabili avversari, negli ultimi giorni si sono fatti i nomi del britannico Amir Khan ed del messicano Juan Manuel Márquez, comunque Hatton ha intenzione di rientrare “col botto”, quindi c’è da aspettarsi un nome di primo piano. Insomma un incontro vero, non una farsa per racimolare qualche soldo.

Il pugile originario di Manchester, città dove ancora vive, non ha digerito l’ultimo match perso con Pacquiao e le critiche, specie della stampa britannica, che gli sono piovute addosso.

“Mi sento in forma, ovvio ho bisogno di un periodo di allenamento,ma, dopo un intera vita dedicata alla boxe, voglio avere l’occasione di chiudere al top”.

Ricky Hatton, da professionista ha un record di 45 vittorie (di cui 32 ottenute per K.O) e due sole sconfitte, avvenute contro Floyd Mayweather Jr. e, per l’ appunto, Manny Pacquiao.

Federico Lusi