Tarantino: la violenza è la magia del cinema

Quentin Tarantino

LONDRAQuentin Tarantino, ospite ieri sera alla British Academy of Film and Televison Arts a Londra, ha risposto per le rime ad alcuni critici che snobbano suoi film giudicandoli troppo violenti e pieni di sangue.

“La violenza è ciò che rende il cinema bello. E’ la magia del cinema. Thomas Edison creò la camera da presa perché la violenza è bella, attrae. La violenza colpisce il pubblico in maniera positiva. Il pubblico sa bene che sta vedendo un film, non la realtà. Io stesso sono un grande fan di film violenti ed “action movies” in generale”.

Il regista di “Pulp Fiction”, “Kill Bill” ed “Inglourious Basters”, insignito del premio “Alfred Dunhill Bafta A Life in Picture Award”, ha colto l’occasione per dichiarare il suo amore nei confronti della capitale britannica sostenendo che amerebbe girare un film a Londra e che un film nella capitale britannica, potrebbe essere anche un ottimo motivo per cambiare aria e trascorrere un po’ di tempo fuori dagli States.

Tarantino ha dichiarato anche: “Quando mi approccio a girare un nuovo film mi sento come un conduttore e ciò che il pubblico sente e vuole sono i miei strumenti. La mia poetica può essere riassunta semplicemente in “Ridi, ridi  e ora spaventati”.

Il regista ha inoltre aggiunto, “se un uomo prende una pallottola nello stomaco, ciò che io, ed il mio pubblico, vuole vedere è un uomo che sanguina come un maiale squartato, non un uomo con il mal di pancia o con un puntino rosso sull’addome”.

Il regista di “Pulp Fiction”, ha inoltre, criticato aspramente i corsi di cinema o le costosissime scuole per registi.

“Se vuoi essere un regista, prendi una telecamera, impara ad usarla, ed inizia a girare. Questa è stata la mia “scuola” e devo ammettere che è stato anche fottutamente economico”.

Tarantino ha avuto anche l’occasione di raccontare un piccolo dietro le quinte della realizzazione del cult movie, premiato a Cannes nel 1994, “Pulp Fiction”.

Dietro le quinte relativo a John Travolta che prima del film non viveva giorni propriamente tranquilli. Infatti dopo i successi di “Greese” era caduto in miseria.

“Quando inizia a pensare alla realizzazione di “Pulp Fiction”, pensai che grande attore fosse John Travolta e mi meravigliavo e mi chiedevo come mai che fosse caduto in un periodo così buio e di crisi. Lo proposi subito al produttore Harvey Weinstein, ma lui si oppose strenuamente…io fui più forte di lui, evidentemente”.

Il resto è storia, il ruolo di Vincent Vega, gangster sbadato di ritorno da Amsterdam, la scena di ballo di Travolta con Uma “Mia Wallace” Thurman, i dialoghi con Samuel “Jules Winnfield” Lee Jackson, rimangono impressi nella storia del cinema.

Federico Lusi