UE, Reding: “Contraria ai body scanner, urgono verifiche”

Viviane Reding, commissario europeo di Giustizia

La questione dell’installazione dei “body scanner” negli aeroporti, tanto discussa negli Stati Uniti e più  generalmente oltreoceano, è approdata sul tavolo dell’Unione Europea.

Dopo il definitivo consenso dei ministri italiani Frattini e Maroni, da Bruxelles giunge uno stop.

“I body scanner non sono la panacea” ha puntualizzato Viviane Reding, nuovo commissario europeo di Giustizia e Diritti fondamentali, dichiarando che non è attraverso questo dispositivo che si potranno risolvere tutte le problematiche legate alla sicurezza dei voli e degli aeroporti.

La Reding aggiunge poi di essere contraria all’obbligatorietà dei controlli attraverso la scansione corporale per ogni passeggero in partenza dagli aeroporti dell’UE. “I cittadini non sono oggetti” ha voluto puntualizzare il nuovo commissario, perciò è necessario proteggere la loro privacy e la loro dignità, ricercando sistemi meno invasisi per l’individuazione di esplosivi. Proprio perché, secondo la Reding, “l’esigenza della sicurezza non può giustificare qualsiasi violazione della privacy dei cittadini” e quindi non ci possono essere prevaricazioni che ostacolino il quieto vivere di viaggiatori che hanno scelto l’aereo come mezzo per i propri spostamenti.

Durante la sua audizione al Parlamento Europeo, la Reding ha inoltre sottolineato tre condizioni essenziali per l’allestimento dei macchinari negli aeroporti europei: la volontarietà, l’immediata distruzione delle immagini, successiva all’esito negativo del controllo, e la disposizione di imminenti verifiche sulle conseguenze per la salute.

Per la Reding, cittadina del Lussemburgo, l’eventuale nocività non è stata ancora chiarita e quindi è necessario attendere il risultato degli esami prima di avviare qualsiasi decisione a livello europeo.
“Abbiamo bisogno di una linea chiara – precisa la funzionaria dell’UE – che non sia mossa dalla paura e che si basi sulla difesa dei valori fondanti dell’Unione, anche quando negoziamo a livello internazionale”. Quindi, l’eventuale consenso alla dotazione deve essere ragionato, deve verificare tutti i vantaggi e gli svantaggi, tutelando le esigenze di tutti gli attori in gioco.

Non ci può essere libertà senza sicurezza e giustizia – ha tuonato Viviane Reding, in conclusione del suo intervento – Troppo spesso, le politiche in Europa si sono concentrate sulla sicurezza e hanno trascurato la giustizia”.

Emanuele Ballacci