Venezia, fuoco al clochard: “Volevamo fumare”

Volevano la Corte Baroera tutta per loro, un luogo in cui nascondersi per poter fumare in libertà (a quanto pare non soltanto sigarette, secondo la ricostruzione del quotidiano Il Gazzettino) lontano da occhi indiscreti. Questo il motivo che il 3 gennaio scorso ha spinto cinque giovani (tutti maschi, di cui quattro maggiorenni) a dare fuoco a Marino S., un senzatetto che ha fatto di quell’angolo di Venezia la sua casa. Un episodio che fortunatamente si è risolto con tanta paura per il 61enne, ma che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori, tanto che l’accusa contestata dalla procura parla di tentato omicidio.

“Una bravata” – A ricostruire la vicenda sono stati gli stessi protagonisti, interrogati dagli inquirenti. I cinque, che avrebbero spruzzato sui cartoni che il clochard usa per ripararsi dal freddo del liquido infiammabile utilizzato per ricaricare gli accendini, hanno detto di non aver agito per uccidere l’uomo, spiegando che si è trattato di una semplice bravata, anche se già in passato si erano presentati dall’uomo per deriderlo e allontanarlo.

Indagine telematica – Ad incastrarli erano stati proprio i loro commenti su Facebook nei giorni successivi all’episodio. Alcuni dei protagonisti avevano infatti postato sulle loro bacheche gli articoli di giornale che raccontavano il loro gesto, quasi a volersi vantare. Un gesto che sicuramente non poteva servire da prova ma che, unito ad altri indizi, ha portato gli inquirenti sulla giusta pista.

Marco Bresolin