L’esercito israeliano contro Bar Rafaeli

Essere una delle modelle più famose e pagate al mondo non è tutto rose e fiori. Questo lo sa bene Bar Rafaeli, ex fidanzata di Leonardo di Caprio, che è stata più volte etichettata come esempio negativo nel suo stesso paese, Israele.
La comunità ordodossa giudia la accusa di “avvelenare l’ambito pubblico” per posare quasi svestita nei cartelloni pubblicitari delle autostrade. E non solo.  La Rafaeli ha chiesto di essere riconosciuta come residente all’estero per pagare la maggior parte delle tasse negli Stati Uniti, ed evitare così l’elevata pressione fiscale israeliana. Scatenando le ire addirittura dell’esercito che, tra l’altro, non le perdona di aver evitato il servizio militare ricorrendo ad un matrimonio fittizzio.
“Non posso fronteggiare Bar Rafaeli, ma voi potete” è stato il sorprendente appello del generale Avi Zamir, capo del Dipartimento di Risorse Umane del potente Tzahal israeliano, ad un gruppo di giovani ai quali ha chiesto di boicottare le marche a cui la modella presta la sua immagine. “Siamo una società con un’esercito, e Bar Rafaeli non dovrebbe comparire negli annunci della Fox (una conosciuta catena di roba del paese), e se lo fa, allora non comprino i loro prodotti”.
La risposta della madre e rappresentante, Tzippi Levin, non si è fatta aspettare e ha raccomandato al generale Zamir che “invece di assediare Bar, si occupi degli affari veramente importanti, come la liberazione di Gilad Shalit“, catturato a Gaza nel 2006.
Annastella Palasciano