Quando Davide incrocia Golia…al cinema

Da domani, venerdì 15 gennaio, sarà di scena nei cinema italiani Davide contro Golia…no, se state pensando al solito rifacimento cinematografico, magari in salsa rock,  della mitologica lotta del pastore che sconfigge il gigante filisteo, non potreste essere più lontani dalla realtà. La lotta impari in questione è quella che vedrà protagonisti il film che è costato di più in tutta la storia del cinema, l’attesissimo Avatar, e la nuova commedia corale di Paolo Virzì, La prima cosa bella.

Costato 5 milioni di euro, contro  i 400 /500 milioni di dollari di Avatar (cifra stimata dagli esperti, dato che la Fox, che l’ha prodotto non ha comunicato alcunché), La prima cosa bella è l’unico film italiano a rischiare l’uscita in contemporanea contro gli alieni del pianeta Pandora, e il bello è che lo fa senza alcun timore reverenziale, stando alle parole del regista Paolo Virzì: «È un kolossal alla livornese che, con tutto il rispetto, agli ometti blu disegnati dal computer risponde con emozioni e sentimento».

In effetti, non potrebbe esserci sfida più diversa, la commedia all’italiana contro il cinema 3D, l’Italia lontana degli anni ‘70 contro la forza dell’effetto speciale, tanto ben fatto da avvolgerti e farti entrare in un mondo non tuo, talmente incredibile da lasciarti senza parole, così bello da farti desiderare di non tornare nel mondo reale, un capolavoro insomma. «Sarà uno scontro impari, ma è giusto che il pubblico possa scegliere tra film così diversi. Andrò a vedere Avatar e probabilmente mi piacerà, così come mi è piaciuto Titanic, anche se preferisco le storie d’amore a quelle d’azione. Ho gusti da donna». Un gusto femminile che si nota nella pellicola del regista livornese che ha scritto e girato con gusto, una commedia delicata e commovente con un soggetto forte e intenso, tanto da ricevere lacrime e applausi dalla stampa in anteprima, un film che ha molto in comune con la biografia del regista “che però non è un film autobiografico – avverte Virzì – è un continuo mescolarsi di elementi di vita con quelli del racconto”. Pura emozione contro tecnologia applicata alle emozioni, 400 le copie in sala per la commedia di Virzì più del doppio per il capolavoro di Cameron.

La vita non è mito e lo sappiamo, vince sempre Golia (o quasi), però se l’onore delle armi è per Davide, direi che alla fine un bel pareggio ci sta.

S. Al.