Regionali Puglia: cresce la febbre delle primarie nel Pd

Primarie, indietro tutta! A conclusione della giornata di ieri, il pasticcio politico sulle elezioni Regionali in Puglia, dove il centrosinistra deve ancora incoronare un candidato “condiviso”, si fa sempre più intricato. Dopo le prime reticenze del Pd sulla necessità di far ricorso allo strumento delle primarie per uscire dall’ imbarazzo della scelta tra Francesco Boccia e Nichi Vendola, gli ultimi aggiornamenti riferiscono invece di un segretario nazionale sempre più orientato a interpellare il popolo dei gazebo.

Cosa è successo? A dettare la nuova rotta sarebbe stato Massimo D’Alema che, preso atto della complessità del “Caso Puglia”, avrebbe definito “difficilmente evitabile” il ricorso alle primarie. Sul tavolo della rognosa discussione, la scelta tra il governatore uscente, Nichi Vendola, che richiede a gran voce la consultazione popolare, e l’economista Francesco Boccia, sostenuto, tra gli altri, dall’Udc di Casini. Per scongiurare le primarie, Boccia dovrebbe raggiungere una maggioranza qualificata nell’ Assemblea regionale del Pd che si riunirà domani: un’eventualità che appare sempre più remota e che sembra quindi riabilitare l’ipotesi delle primarie.

Non solo.  A traghettare il Pd di Bersani verso la consultazione popolare ci avrebbe pensato anche l’ Idv di Antonio Di Pietro che avrebbe manifestato la propria insofferenza sulla possibilità, più volte ventilata, di presentare in Puglia due distinti candidati riconducibili all’area del centrosinistra. In questo caso – avrebbe intimato Di Pietro – l’ Idv potrebbe anche scegliere di correre da sola o di sostenere la campagna di Nichi Vendola, considerato il candidato elettoralmente più forte.

Contro scissioni interne (che possono portare alla proposta di due nomi) è anche il segretario pugliese del Pd, Sergio Blasi: “Adesso il partito – ha detto – deve ritrovare l´unità. Anche perché le primarie non sono mai state messe in discussione. Per abolirle ci vorrebbe una deroga allo statuto. Ipotesi alla quale io non ho mai pensato”. Meno disponibile all’eventualità dei gazebo è invece Francesco Boccia che vorrebbe evitare un referendum diretto tra lui e Nichi Vendola (come quello avvenuto nel 2005 che decretò la vittoria dell’attuale governatore), a favore di primarie di coalizione.

A complicare la matassa ci pensa anche l’ Udc locale che sulla riconferma alla presidenza della Regione di Nichi Vendola aveva posto un chiaro veto: “Noi restiamo contrari a questa ipotesi – ha dichiarato il coordinatore pugliese del partito, Angelo Sanza, riferendosi all’opzione delle primarie – il segretario nazionale del Pd ci aveva fatto il nome di Boccia e noi lo abbiamo accettato. Ma il tempo che abbiamo dato ai democratici per ratificare la loro decisione, dopo numerosi rinvii, scadrà sabato. Se le carte in tavola cambieranno – ha concluso Sanza – noi ci sentiremo liberi di prendere altre decisioni in vista delle Regionali”.

L’eterna sfida tra Vendola e Boccia potrebbe dunque chiudersi domani, quando l’Assemble regionale del Pd deciderà quale importanza attribuire alla possibilità di mobilitare il popolo degli elettori. Saranno forse loro a supplire alle mancanze di un partito che non ha saputo risolvere la querelle elettorale all’ombra dei trulli.

Maria Saporito