Spirano (Bg): il comune parlerà in dialetto

L’iniziativa non è nuova in assoluto, ma poco ci manca: Il comune di Spirano, un paese della bassa bergamasca nel 2010  conretizzerà alcune iniziative che già da tempo sono in corso di progettazione.

Prima fra tutte la segreteria telefonica del comune in dialetto, e per dialetto s’intende non quello bergamasco, ma lo “spiranese”. Eh si, perchè dovete sapere che nella provincia bergamasca (ma non solo), le inflessioni e vocaboli dialettali possono essere diversi anche  da un paese all’altro, paesi che magari distano 4-5 km tra loro.

La giunta leghista sta ora cercando la persona giusta, un “paesano” che sappia perfettamente la sua lingua e che possa quindi registrarla sul documento vocale che poi sarà a disposizione di tutti i cittadini.

La proposta è stata studiata e messa in atto dal sindaco Malanchini insieme a Tony Iwobi, un nigeriano, presidente della commissione cultura del comune, attivo sotto la Lega Nord da 3 mandati.

Del progetto fanno parte anche dei veri e propri corsi di “spiranese”, il calendario e addirittura le carte intestate del sindaco che saranno scritte sia in Italiano che in dialetto. Ovviamente l’iniziativa riguarderà anche la toponomastica.

I tabelloni elettronici con scritte in dialetto sono già utilizzati da un altro comune della bergamasca, Telgate, e forse proprio da questa iniziativa è nata l’idea, molto più esteso della giunta di Spirano.

Un’altra iniziativa simile pochi mesi fa si verificò nel comune di Chiarano, in provincia di Treviso, dove il sindaco Vallardi ha proposto di scrivere e pubblicare le delibere della giunta comunale in “dialetto sinistra del piave“.  Mantenimento della cultura locale o rivendicazione eccessiva della stessa?

A.S.