USA: Obama annuncia una tassa di 90 miliardi di dollari per le banche salvate dalla crisi

Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, annuncerà oggi il piano per una nuova tassa, che sarà imposta agli istituti di credito salvati dalla bancarotta.

La tassazione ha lo scopo di risarcire 90 miliardi di dollari (62,5 miliardi di euro) che i contribuenti statunitensi hanno perso o perderanno nel salvataggio delle banche durante la crisi finanziaria.
Questo provvedimento giunge poco prima della relazione di fine anno sull’andamento di Wall Street, che probabilmente evidenzierà dividendi record per le banche.
L’imposta, descritta dalle autorità come una “tassa sulla responsabilità nella crisi finanziaria”, sarà riscossa nell’arco di dieci anni.
Tuttavia, non è ancora chiaro come verrà imposta agli istituti di credito.

Probabilmente Obama farà pagare alle banche in base ai loro patrimoni o profitti, piuttosto che mirare specificatamente ai dividendi dei banchieri, come nel Regno Unito e Francia.
La tassa si configurerebbe come una legge retroattiva, quindi con valore su fatti accaduti prima della promulgazione della legge.
Fonti ufficiali riferiscono che la manovra finanziaria sarà applicata alle società finanziarie con almeno 50 miliardi di dollari di capitale investito.
Sono circa 50 le società con queste caratteristiche negli USA. 35 di esse sono statunitensi e 15 sono controllate da compagnie straniere.
Quindi ci si aspetta che anche alcuni istituti di credito europei verranno tassati; tra questi c’è il gruppo Barclays, la Royal Bank of Scotland e la UBS.

Il governo degli Stati Uniti ha speso più di 250 miliardi di dollari (circa 173 miliardi di euro) per salvare le banche americane durante la crisi finanziaria, attraverso il Programma di Soccorso per i Patrimoni in Difficoltà (TARP), ma la gran parte di quel denaro non è ancora stato restituito.

Ivan Rocchi