Calcio, Bari – Ventura carica i suoi: “Con l’Inter ce la giochiamo”

Giampiero Ventura, 62 anni, tecnico del Bari

Domani sera è in arrivo al San Nicola la corazzata del campionato, l’Inter di José Mourinho. Ma Giampiero Ventura, tecnico del Bari dei miracoli, ha già dimostrato di sapere come si fa a fermarla: nella gara d’andata, la prima giornata del campionato, i pugliesi imposero l’ 1-1 alla squadra nerazzurra a San Siro. Perché non riprovarci allora? Ventura però preferisce non pensare a quella gara: “E’ una partita che fa parte del passato, adesso dobbiamo concentrarci su quella di sabato sera. Sappiamo che non sarà sufficiente fare una buona partita, dovremo evitare di avere pause durante il match perchè ci potrebbero costare molto care”.

Il Bari è uscito con le ossa rotte dalla trasferta di Firenze, e non solo per il risultato: Ranocchia, uno degli artefici principali di questa splendida parte di stagione, si è infatti infortunato gravemente ai legamenti del ginocchio e dovrà saltare il resto della stagione. Contro l’Inter, inoltre, sarà assente anche Almiron, espulso contro i viola, che fino a questo momento è stato il faro del centrocampo biancorosso. Ma Ventura non si fascia la testa: “Certo, si tratta di due perdite importanti, ma sono sicuro che i loro sostituti, Belmonte e Gazzi, sapranno fare altrettanto bene”.

La fiducia, all’interno dello spogliatoio barese, è alta, e visti i risultati ottenuti la situazione non potrebbe essere diversa: “E’ ovvio che pareggiare contro la prima della classe sarebbe un buon risultato – ammette Ventura – , ma sono convinto che il Bari possa giocarsela con tutti“.

E’ stato intanto ufficializzato l’arrivo in Puglia dell’attaccante argentino Castillo, prelevato dalla Fiorentina. A comunicarlo la stessa società barese, attraverso un comunicato sul proprio sito web: “L’As Bari ha acquistato a titolo definitivo dalla Fiorentina l’attaccante Ignacio Castillo. Il calciatore nato a Santa Fe il 7/11/1975, ha firmato un contratto biennale e sarà a Bari nella giornata di lunedì”.

Pier Francesco Caracciolo