Cina: polizia annulla un concorso di bellezza gay

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:15

Facendo irruzzione in un noto locale della capitale cinese Pechino, la polizia ha costretto con la forza a bloccare lo svolgimento del concorso di “Mr Gay Cina“, un concorso di bellezza per omosessuali.

Con la forza, il regime cinese, ha voluto bloccare quello che sarebb un evento “epocale” per la comunità omosessuale cinese, sempre ostacolata dal governo; questa volta però era quasi fatta, i preparativi infatti erano agli sgocccoli e  tutto era pronto per la serata che avrebbe dovuto eleggere il rappresentante gay cinese per il concorso internazionale  di Oslo. Il locale che ospitava la manifestazione, il Lan Club, era colmo di attivisti gay, giornalisti cinesi e non, e molti dei più importanti rappresentanti della comunità gay in Cina che dopo l’ennesimo blitz immotivato della polizia hanno manifestato tutta la loro delusione : “Hanno già fatto cose di questo genere precedentemente, senza dare nessuna spiegazione, dicendo semplicemente che non eravamo in regola” e infatti la polizia cinese non ha voluto fornire dettagliate spiegazioni sull’intervento.

La popolazione cinese rimane ancora  restia ad accettare l’effettiva esistenza di una imponente popolazione dichiaratamente gay e infatti l’omosessualità era considerata un reato fino al 1997, punibile in modo analogo a reati penali, dal 2001, invece, è stato stabilito che essere omosessuale rappresenta una forma di infermità mentale, quindi una malattia. Il governo cinese è solito non discutere riguardo l’argomento in quanto viene equiparato a piaghe sociali come la droga o la prostituzione.

L’evento era, appunto, un ennesimo tentativo per cercare di cambiare una situazione sociale ancora molto arretrata; in ogni caso la comunità gay non si scoraggia e comunica di avere intenzione di mandare comunque un rappresentante cinese al contest gay in Norvegia.

Samy Dawud