Di Pietro: io tra mafia, Cia e Sismi? Il solito quotidiano butta fango sul sottoscritto

Con questi termini si è pronunciato il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, dalle pagine del suo blog (www.antoniodipietro.it). L’ex pm si difende da un dossier che gira negli ambienti politici e nelle redazioni di vari giornali che lo vedrebbe al centro di un complotto internazionale in cui sarebbero coinvolti CIA, mafia, sismi e forze dell’ordine. Ci manca solo il Kgb, la mafia cinese e russa e il quadro è perfetto. Di Pietro pone le mani avanti e descrive ciò come un tentativo di delegittimazione e un espediente elettorale della maggioranza : “il copione si sta per ripetere anche questa volta, come per tutte le fasi elettorali precedenti.”
L’ex magistrato del pool di Mani Pulite ha poi aggiunto:“Questa volta il ‘bidone’ che il solito giornale sta costruendo e’ davvero sporco e squallido: quello di voler far credere -utilizzando alcune foto del tutto neutre- che io sia o sia stato al soldo dei servizi segreti deviati e della CIA per abbattere la Prima Repubblica perchè cosi’ volevano gli americani e la mafia. Certo che ce ne vuole di fantasia… e anche di arroganza per ritenere che gli italiani siano tutti cosi’ allocchi da bersi una panzana del genere”.

Il dossier quindi vedrebbe Antonio Di Pietro come un genio del male a capo di forze oscure mirate ad abbattere la vecchia classe dirigente della Prima Repubblica, cosa che in gran parte non si è verificata: ”Ma vi anticipiamo il giochino che stanno mettendo in piedi. Da giorni -prosegue Di Pietro- si aggira per le redazioni dei giornali e nel circuito politico della Capitale uno strano personaggio che sta offrendo a buon mercato un dossier di 12 foto che mi ritrarrebbero insieme indovinate a chi? No, niente escort. I miei interlocutori sarebbero, anzi sono, il colonnello dei Carabinieri Mori ed il questore della polizia di Stato Contrada. Insieme a loro nella foto ci sarebbero anche alcuni funzionari dei servizi segreti.”

Questo dossier, che vede Di Pietro incontrarsi in privato con gli interlocutori dello stato nella trattativa tra stato e mafia per instaurare la pax dopo le stragi del 92, sarebbe già stato acquistato da un giornale che in passato ha già portato avanti delle campagne denigratorie e diffamatorie nei confronti di politici e di direttori di giornali. Ogni riferimento a “Il Giornale” di Feltri non è puramente casuale.

“Naturalmente un acquirente si e’ subito fatto avanti: il solito quotidiano che, pur di buttare fango sul sottoscritto, acquista qualunque cosa, anche a prezzi esorbitanti, costi che poi si sommeranno a quelli che dovrà pagare per la querela che faro’ (e che si aggiungera’ alla denuncia che ho gia’ provveduto a depositare alla magistratura, perche’ questa volta sono venuto a conoscenza per tempo della trappola)”.

Di Pietro prevede già la data di uscita del dossier nel periodo elettorale. Il dossier, che darebbe adito ad un’ipotesi di complotto giudiziario di cui il maggior artefice sarebbe il leader dell’Idv, proprio nel momento della consultazione elettorale assesterebbe un bel colpo alla credibilità del politico e del partito da lui rappresentato. ”Ne hanno acquistate 4 di foto e, prima delle elezioni, le pubblicheranno. Questi scatti -spiega Di Pietro- dovrebbero servire per veicolare il seguente teorema: siccome Mori e’ finito indagato per la nota vicenda delle agende rosse e Contrada e’ stato condannato per fatti di mafia, Di Pietro ha avuto a che fare, pure lui, con queste vicende. Siccome poi c’erano anche funzionari dei Servizi insieme a costoro, vuol dire che Di Pietro stava macchinando con qualche potenza straniera, se non addirittura con la mafia”.

Daniele Vacca