Maiali sepolti vivi: bloccato l’esperimento austriaco, vittoria degli animalisti e del buon senso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:15

In questi giorni su diversi quotidiani era apparsa la notizia  riguardante l’effettuarsi di un test, ufficialmente allo scopo di salvare vite umane, che avrebbe visto 29 maiali morire di asfissia sotto la neve,con slavine provocate appositamente. L’esperimento, patrocinato dall’università di Innsbruck attraverso la clinica universitaria di anestesia , in collaborazione con l’Accademia europea Eurac di Bolzano  e autorizzato dal governo austriaco, avrebbe dovuto rilevare il comportamento dei suini durante la morte,che sarebbe stata molto lenta.

Lo scopo era appunto , dopo aver osservato morire i maiali, di riportare i risultati in uno studio e finito questo di applicare le soluzioni allo scopo di capire meglio le necessità di esseri umani rimasti eventualmente sotto la neve per qualche motivo; capire quindi chi sia la vittima in condizioni più gravi, come muoversi con le vittime in generale, le reazioni biologiche dei tessuti  e molto altro. “Con i test speriamo di far luce sulle circostanze che portano al decesso di una persona rimasta sepolta sotto una slavina” sono state le parole Herman Brugger, appartenente all’Istituto pubblico altoatesino di ricerche.

“Sotto la neve dovrebbero sotterrarsi i ricercatori stessi per poi far analizzare i dati dai loro colleghi” era stata la prima risposta, giunta sì dagli animalisti, ma anche dall’ambiente politico. Nella loro difesa più “accorata” i ricercatori avevano fatto presente che “nella situazione drammatica dopo un salvataggio i medici di pronto intervento potrebbero così giudicare meglio quali vittime hanno reali possibilità di sopravvivere , mentre i soccorritori sul posto saprebbero come comportarsi nel modo migliore”.

L’esperimento è però stato bloccato e sembrerebbe definitivamente, in quanto le pressioni esterne soprattutto da parte delle migliaia di associazioni animaliste di tutto il mondo che scandalizzate e inorridite da questa “iniziativa scientifica” hanno da subito protestato a gran voce.In sostanza era diventato letteralmente impossibile garantire lo svolgimento  dell’esperimento in sicurezza.

Commentare? cosa dire? anche prescindendo dal concetto ” no alla vivisezione” mentre gli animalisti protestavano sono morti dagli 8 ai 12 maiali (potremmo anche chiamarli “esseri viventi”, tra l’altro). L’esperimento era infatti iniziato martedì’ scorso (12/01) e prevedeva la morte, nel modo descritto precedentemente, di due o tre maiali al giorno. La protesta ovviamente e fortunatamente ha impedito il decesso dei restanti

Incredibile, a parere di chi scrive, la difesa attuata dai ricercatori; “uccidiamo maiali per salvare vite umane” , così si potrebbe tradurre. Già.. perchè i maiali sono profondamente simili all’uomo; forse non sarebbe il caso di fare battute, ma notoriamente i maiali vivono negli stessi ambienti degli esseri umani ( case, pizzerie, centri commerciali e via dicendo), mangiano le stesse cose, hanno uno “stile di vita” molto simile a quello di un impiegato ( o qualunque altra categoria lavorativa) che nel weekend prende la macchina e va a sciare, e magari rimane sotto una slavina perchè fa un fuoripista.  Battute si, ma nemmeno più di tanto..

Se è  vero che ci sono delle similitudini biologiche non trascurabili, non sembra altresì possibile che il  team di espertissimi ricercatori non abbia minimamente considerato le condizioni di vita quotidiana delle due diverse entità biologiche ( uomo e maiale)  e non gli sia minimamente venuto in mente di paragonarle prima di “partorire” un simile esperimento”.  Come si può pensare che un maiale sottoposto ad asfissia, ma che generalmente vive in un recinto e nel fango o al più in un capannone tutto il giorno, possa matematicamente o perlomeno statisticamente esprimere la stessa reazione biologica di un essere umano posto, fortuitamente, nelle stesse condizioni? 

Ora attendiamo una risposta dai ricercatori in questione.

A.S.