Università, Napolitano: No “all’effimero gioco di maggioranza”. PD d’accordo

In occasione dell’innaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo di Bari e della sua nuova intitolazione in onore di Aldo Moro, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano commenta una situazione prendendo lo spunto dalla cerimonia appena conclusasi. All’uscita dal teatro Petruzzelli di Bari, dove si è svolta l’innaugurazione, Napolitano è partito dalla riforma dell’università: auspica riforme condivise e che abbiano una prospettiva ampia, riforme che non siano solo oggetto di un gioco eterno e frivolo come quello dello scontro tra coalizioni e maggioranza. Le decisioni devono andar prese e “non debbono essere realizzare a colpi di maggioranza”, ma raccogliendo un consenso tale da poter durare oltre la legislatura in cui vengono prese, aggiunge, eliminando una concezione e  un atteggiamento deleterio e non costruttivo.
Per far ciò “faccio appello alla consapevolezza, che non dovrebbe mai mancare tra le forze politiche e sociali”, in questo modo lascia intendere considerazioni su ampia scala, in relazione ad una situazione che più volte è risultata del tutto contraria a quel che si spera dalle parole del presidente.

Dal Pd, Anna Finocchiaro, manifesta la piena vicinanza alle parole del presidente della Repubblica, e parafrasando le sue parole dice che ”L’Italia ha bisogno di respiro lungo, di riforme di sistema che stabilizzino e rafforzino le nostre istituzioni democratiche. Per fare questo serve la condivisione di una larga maggioranza in Parlamento e serve sgombrare il campo da provvedimenti particolari e contingenti che niente hanno a che vedere con l’interesse generale dei cittadini”.
A dimostrazione delle intenzioni del Pdl, il capogruppo Maurizio Gasparri, commenta: “Cercheremo la condivisione, ma le riforme andranno fatte in ogni caso”.

Continuando riguardo alle università, Napolitano, parla dell’esigenza che gli atenei italiani hanno di rinnovarsi, non solo dall’esterno tramite provvedimenti mirati ma anche dall’interno, facendo un implicito appello a tutti coloro che danno vita e vivono negli ambienti universitari: personale, docenti e ogni singolo studente ha bisogno di “una nuova forte corrente di dedizione incondizionata e appassionata al proprio compito” orientando una svolta positiva nel miglior modo.

La  cerimonia riporta alla mente non solo l’aria di tensione del1978, anno dell’uccisione di Aldo Moro per mano delle brigate rosse, ma il merito e il riconoscimento dell’operato di uno statista che decine di anni addietro formulava pensieri che saranno poi ricordati e messi in atto nel corso dei decenni seguenti, merito a cui il presidente  Napolitano manifesta attaccamento e che intende far valere nei suoi contenuti.
I principi dominanti della nostra civiltà, vanno sanciti in norme costituzionali per sottrarle all’effimero gioco di semplici maggioranze parlamentari.”

Samy Dawud