I bambini di Haiti e la spinosa questione degli “affidi temporanei”

In seguito alle tantissime richieste pervenute attraverso le quali numerose famiglie che ci leggono hanno manifestato il desiderio di essere informate, tramite Newnotizie, in merito alla situazione in cui versano i bambini di Haiti non è possibile restare indifferenti nei riguardi di tanta gente che non chiede altro che donare amore.

La domanda più frequente giunta al nostro indirizzo concerne la volontà di prendere in affido un bimbo haitiano al fine di allontanarlo dall’orrore in cui versa.

A fronte di ciò ho fatto delle ricerche, aiutata da un esperto del settore il quale ha saputo indicarmi le associazioni più serie e affidabili che operano nel campo. Mi è stato spiegato che l’affido, così come l’adozione, è una pratica molto delicata e per nulla celere o istantanea.

L’aiuto più concreto richiesto al momento continua ad essere quello delle donazioni, AGIRE Onlus, secondo le informazioni da me raccolte attraverso l’aiuto di persone che conoscono tali realtà, risulta la migliore in questi casi:  e’ un insieme di diverse associazioni che si uniscono a al fine di fronteggiare episodi come questo; tramite loro è possibile sia donare sia mettersi a disposizione fisicamente.

Altra modalità importante di aiuto è l’adozione a distanza: la Fondazione FRANCESCO RAVA, ha una sezione apposita per effettuare questo tipo di adozione. Recandosi nel sito ufficiale, cliccando alla voce “come aiutarci” è possibile selezionare il Paese interessato, ovvero Haiti.

Per ciò che concerne l’adozione vera e propria http://www.commissioneadozioni.it potrebbe essere il sito idoneo per trovare molte risposte.

Pubblico inoltre un comunicato redatto dalla Commissione delle adozioni internazionali:

“Negli ultimi giorni, dopo il drammatico terremoto che ha devastato
Haiti, giungono alla Linea CAI numerose telefonate ed e-mail di coppie
che chiedono informazioni circa la possibilità di adottare minori
provenienti da quel Paese. In generale, si sottolinea che i cataclismi,
così come le emergenze belliche, sono situazioni in cui occorre
particolare prudenza nell’avviare procedure adottive. In tali
circostanze è sempre necessario attendere che, nelle zone colpite dalla
calamità,  la situazione rientri nella normalità, affinché siano

ristabilite le condizioni per accertare l’effettivo stato di abbandono
dei minori residenti nelle aree colpite
(le cui famiglie potrebbero
essere solo temporaneamente disperse) e le procedure di adozione degli
orfani possano essere realizzate nel pieno rispetto delle norme
nazionali e internazionali. Si segnala inoltre che l’Italia ha sempre
avuto una limitatissima attività nell’ambito delle adozioni
internazionali ad Haiti e che nessuna procedura adottiva è attualmente
pendente in tale Paese.”

Vorrei inoltre esprimere la mia personale stima nei riguardi di tutte le coppie che ci hanno contatto, in seguito al mio articolo, al fine di dare amore senza alcuna remora.
Purtroppo questo è tutto ciò che si può fare ora.
Un ringraziamento particolare a Davide Sala per la preziosa consulenza.

Valeria Panzeri