Il Monte dei Paschi cede altri 22 gioielli di famiglia, questa volta al gruppo Carige

Dal 15 gennaio è ufficiale la cessione da parte del Monte dei Paschi di Siena di 22 filiali alla Banca Carige, per un prezzo totale di 130 milioni di euro.

Una nota congiunta del gruppo ligure e della banca senese rende pubbliche le condizioni dell’accordo, e lo stato del giro di affari dei 22 sportelli al momento delle trattative. Vi si legge infatti che al 30 settembre 2009, secondo i dati acquisiti e sottoscritti comunemente dalle due banche, “gli sportelli in questione intermediavano circa 1.537 milioni di euro di raccolta totale e circa 840 milioni di euro di impieghi“.

Il gruppo Carige, i cui sportelli totali sono ora 665, si impegna ad occuparsi delle filiali acquisite e mantenere le loro condizioni di esistenza “ricorrendo alle proprie disponibilità finanziarie e mantenendo adeguati livelli di patrimonializzazione“.

Da parte del Monte dei Paschi di Siena, sempre in base alla nota comunemente diffusa dalle due banche, l’operazione finanziaria appena conclusa “si tradurrà in un impatto di 10 centesimi di punto per il coefficiente patrimoniale Tier 1“, il quale, come ricordiamo, è la parte più importante del patrimonio di vigilanza di un intermediario bancario. Indebolire il proprio Tier 1, costituisce dunque generalmente scelta sofferta e di sicuro impatto finanziario a lungo termine per qualsiasi membro dello scenario azionistico.

Il Consiglio di Amministrazione del Monte dei Paschi, presieduto da Giuseppe Mussari (nella foto), ha ad ogni modo approvato all’unanimità l’operazione. A quanto pare, il periodo per MdP è all’insegna della politica delle cessioni, visto l’accordo così facilmente raggiunti in CdA, che altrove non sarebbe stato così scontato, dopo la recente cessione già avvenuta di 15 filiali alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata.

Ultimo punto di incertezza che rimane aperto, dopo la decisione presa a quanto pare senza rimpianti: non è ancora del tutto ufficiale, in realtà,la conclusione della trattativa, nonostante il raggiunto accordo delle parti, dal momento che sulla carta mancano ancora le necessarie autorizzazioni da parte degli organi competenti, date per scontate per il momento dalla maggior parte delle fonti di informazione vicine alle due banche.

Sandra Korshenrich