Muore in discoteca, gli altri continuano a ballare

La notte scorsa una ragazza di ventinove anni si è accasciata a terra mentre era all’interno di una discoteca in provincia di Rovigo. Purtroppo, però, non si è trattato di un semplice svenimento ma di un malore decisamente più grave. La ragazza, affetta da una patologia cardiaca, è stata soccorsa dagli amici che l’hanno fatta stendere su un divanetto del locale in attesa dell’arrivo dell’autoambulanza. Gli uomini del 118 sono arrivati sul luogo circa trenta minuti dopo il malore ed hanno subito caricato la ragazza sul mezzo, dirigendosi verso l’ospedale. La giovane è però arrivata presso l’istituto ospedaliero già priva di vita.

Al di là dell’avvenimento tragico, ciò che ha portato l’attenzione dei media su questa vicenda è il fatto che la musica non sia stata fermata mentre la ragazza agonizzava sul divanetto e che la gente abbia continuato a godersi il proprio venerdì notte. In effetti sembrerebbe che la gran parte della gente non si sia accorta del fatto ma sul banco degli imputati è salito il titolare delle discoteca che non ha fermato la musica.

Il proprietario del locale si è giustificato dicendo: “La ragazza sembrava svenuta e se avessi dato ordine di spegnere la musica si sarebbe creata calca attorno alla giovane, e forse sarebbe stato peggio”. In sostanza non avrebbe fermato la musica per prevenire situazioni pericolose per la vittima e per gli altri presenti. Non avendo al momento altri elementi per giudicare si deve, per ora, credere alla buona fede del proprietario.

Questa notizia però è, in un certo senso, una non notizia nel senso che episodi dove la folla si disinteressa di qualcuno che agonizza, o che comunque avrebbe necessità di aiuto, sono ormai all’ordine del giorno. Si va da eventi estremi come il morto ammazzato calpestato dai passanti in strada a Napoli qualche mese fa fino a situazioni meno note, ma non per questo meno gravi. A chi non è mai capitato, assistendo al malore di qualcuno su un vagone di metropolitana di qualche città italiana, di sentire il vicino dire qualcosa del tipo: “Ecco! Adesso dovranno fermare la circolazione ed io arriverò in ritardo. Non poteva cercare di scendere prima?”.

Sarà forse la globalizzazione portata dai mezzi di informazione, che ci offrono tutti i giorni immagini di morti in diretta, ad averci assuefatto ad eventi tragici che dunque tendiamo a sottovalutare o ad ignorare completamente. Ma, anche se fosse, non è una buona scusa per mettere i nostri interessi davanti al dolore degli altri.

Valeria Panzeri