Processo Spartacus: ergastoli confermati per i Casalesi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:17
Il boss dei Casalesi, Francesco Schiavone

Sul processo Spartacus è calato ieri il sipario finale. La Corte di Cassazione ha infatti confermato i 16 ergastoli nei confronti dei boss del clan dei Casalesi che, tra la fine degli anni ’80 e gli inizi dei ’90, firmarono una serie di efferati omicidi per imporre la loro incontrastata “reggenza” nel territorio. Il procedimento, durato 15 anni, scaturiva dalle indagini avviate sulla scorta delle rivelazioni rese alla magistratura da alcuni affiliati al clan.

Testimionianze che hanno condotto alla delineazione di un quadro di scellerata violenza, “tratteggiato” da un’organizzazione criminale  che ha saputo accostarsi alla dimensione imprenditoriale, avviando affari poderosi in tutto il Paese.

Confermati, tra gli altri, gli ergastoli per Francesco Schiavone (meglio conosciuto come Sandokan), considerato il capo indiscusso della cosca cammorristica; per Francesco Bidognetti (detto Cicciotto ‘e mezzanotte); per Antonio Iovine e Michele Zagaria, il boss noto alla cronaca per la faraonica villa edificata sul modello di quella rappresentata nel film “Scarface”  interpretato da Al Pacino. Insieme a loro, il massimo della pena è stato confermato anche per Giuseppe e Mario Caterino, Cipriano D’Alessandro, Giuseppe Diana, Enrico Martinelli, Sebastiano Panaro, Francesco Schiavone, detto ‘Cicciariello’, Walter Schiavone, Luigi Venosa, Vincenzo Zagaria e Alfredo Zara.

Le efferate dinamiche affaristiche dei Casalesi sono state ben raccontate nel best seller di Roberto Saviano, “Gomorra” e trasferite sul grande schermo nell’omonima pellicola firmata dal regista Matteo Garrone, conquistando l’attenzione di un pubblico ampio che ha vinto i confini del nostro Paese.

Maria Saporito

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