Sanità ed e-government: il fascicolo sanitario elettronico ammazza le file

E’ la nuova fronteria del web, l’ultima possibilità che la rete dà ai suoi utenti, felici di poter sconfiggere l’imperante burocrazia (ok, non siamo ai livelli di Brazil di Terry Gilliam, però sicuramente la burocrazia rappresenta una piaga nella nostra Nazione). Si chiama e-government e consiste nell’informatizzazione della pubblica amministrazione: utile a snellire le file negli uffici, ma anche a ridurre il digital divide che – appunto – divide il Bel Paese dal resto del mondo.

Ma non si tratta solo di abbattere la burocrazia e le file: si tratta di migliorare il servizio e di renderlo ‘globale’. L’esempio che calza a pennello – ed ora giunge la notizia – è quello del fascicolo sanitario elettronico (FSE) in sperimentazione nella quasi metà delle Regioni italiane. Un fascicolo che riassume la vita clinica del cittadino e consente agli ‘addetti ai lavori’ di poterne usufruire con estrema facilità, grazie al collegamento internet. Allo stato di cose attuale, però, i cittadini non si sono accorti del grande vantaggio legato all’utilizzo del FSE: il suo accesso on-line, infatti, è consentito solo al personale sanitario. Inoltre, solo sette regioni (Lombardia, Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Calabria, Sicilia, Sardegna: da evidenziare come, in questo caso, il meridione non sia così in ritardo rispetto al Nord Italia) lo utilizzano in oltre il 75% delle strutture sanitarie, a detta dei dati diffusi a Firenze dalla Federazione Italiana Aziende Sanitarie ed Ospedaliere (FIASO). La situazione è destinata a cambiare entro il 2012 (che è anche la data della fine del mondo – a detta di alcuni – e la data del definitivo passaggio al Digitale Terrestre), data nella quale il Governo ha fissato l’obiettivo di estendere il fascicolo elettronico a tutte le strutture sanitarie italiane.

Per adesso, ad ogni modo, alcune regioni rimangono davvero arretrate: in alcune regioni la gestione dei pazienti tramite il FSE non è ancora iniziata. E non si tratta di regioni qualunque: oltre alle Marche e la Puglia, anche il  Piemonte, la Toscana e financo il Lazio appaiono in ritardo su questo fronte. Un grosso smacco per la regione della Capitale: dopo la triste vicende personale di Marrazzo, il Lazio deve scoprirsi in ritardo sul fronte dell’e-government, fronte che spesso mette in mostra la capacità delle amministrazioni di stare al passo coi tempi.

Avvicinato dall’Ansa, il presidente della FIASO Giovanni Monchiero, parla dei vantaggi del foglio elettronico: “Regioni, Asl e aziende ospedaliere hanno compiuto un grande sforzo per implementare l’informatizzazione in sanità innalzando così il livello di appropriatezza di cure, prescrizioni farmaceutiche ed accertamenti diagnostici con benefici per le casse sanitarie, eliminando inutili duplicazioni, e per gli assistiti che eviteranno inutili file agli sportelli, vedranno ridursi le liste d’attesa generate spesso da prestazioni inappropriate e avranno cure più efficaci perché prescritte da medici più informati”. Quindi, Rossana Ugenti, direttore generale del sistema informativo del Ministero della salute: “Avere una fotografia dinamica e multidimensionale del percorso del paziente può migliorare sensibilmente la qualità dell’assistenza sanitaria, garantendo la continuità dei processi di cura, nonché il supporto al percorso clinico-diagnostico”.

R.D.V.