Scuola: nei licei è l’ora della “rivoluzione” Gelmini

Conto alla rovescia per l’avvio della riforma firmata dal ministro dell’ Istruzione, Mariastella Gelmini, che porterà significativi cambiamenti nelle scuole italiane a partire dal prossimo anno. Dopo il via libera del Consiglio di Stato, il ministero si prepara, infatti, a organizzare una “massiccia campagna di informazione verso le scuole e le famiglie sulle novità introdotte”.

Con particolare attenzione agli istituti superiori, forse quelli maggiormente investiti dalla “rivoluzione” targata Gelmini. “La riforma dei licei – spiegano dal ministero di Viale Trastevere – può essere considerata epocale. L’ impianto rivede complessivamente la legge Gentile del 1923. Si introducono due nuovi licei: il musicale-coreutico e quello delle scienze umane. Vengono inoltre rivisti e aggiornati i vecchi licei; si supera la frammentazione che ha caratterizzato gli ultimi decenni della scuola italiana. Le famiglie  – assicurano i tecnici – sono disorientate dalla miriade di indirizzi sperimentali, addirittura 396; dal 2010 gli indirizzi saranno solo 6, con l’obiettivo di coniugare tradizione e innovazione”.

Ma non è finita qui. La ricetta della nuova scuola  proposta dal ministro prevede “più inglese, più ore di laboratorio, maggiore sinergia con il mondo del lavoro“. “I nuovi istituti professionali  – proseguono i tecnici del dicastero – saranno articolati in 2 settori (Servizi e Industria e artigianato) e 6 indirizzi. Ci saranno più ore di laboratorio, saranno previsti tirocini e ore dedicate all’ alternanza scuola-lavoro, per superare la sovrapposizione con l’ istruzione tecnica e garantire una formazione immediatamente spendibile nel mondo del lavoro“.

Per Manuela Ghizzoni e Giovanni Bachelet del Pd le novità che si preannunciano per i liceali italiani sono troppe. “Dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato – hanno detto – si rafforza la richiesta già avanzata dal Pd di rinviare di un anno l’ entrata in vigore della riforma della scuola superiore. Se questo non accadesse, la riforma comincerebbe nell’incertezza più assoluta, alimentando le preoccupazioni dei docenti, delle famiglie e degli studenti”.

Maria Saporito