3mila a Torino in piazza contro la TAV

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:34

Ieri pomeriggio oltre 3mila persone hanno partecipato al corteo cittadino di Torino, organizzato dai comitati “No Tav Torino” che hanno pianificato l’iniziativa insieme al movimento della Valsusa, dove anche in queste ore stanno nascendo nuovi presidi contro i carotaggi previsti dai piani di lavoro delle aziende che dovranno costruire l’Alta Velocità.

“Una scadenza – si legge nel comunicato dei movimenti – che cade mentre si annuncia l’avvio delle trivellazioni sul territorio metropolitano, sotto il bombardamento mediatico della stampa mainstream che inneggia all’Alta Velocità e che diffama stereotipamente chi resiste. In 2 giorni le realtà torinesi sono riuscite a mettere su quel che è la prima e bella pietra posata in città contro il piano sondaggistico, in solidarietà e appoggio al movimento No Tav della Val Susa […]  gridando, come in Valle, “No Tav No Sondaggi”.

La prossima settimana, invece, è prevista al Lingotto la manifestazione “Si Tav”, voluta dal sindaco democratico Chiamparino, che, secondo le previsioni del Partito Democratico, dovrebbe avere sulla questione lo “stesso impatto della marcia dei 40mila della Fiat“.
Una vana speranza che, però, fa capire molto su quale sia la tradizione politica scelta da questa nuova classe dirigente dei democratici che, senza dubbio, poco ha a che fare con il Partito Comunista e i lavoratori.

Il movimento della valle, intanto, ha denunciato l’attacco incendiario subito la scorsa notte ad opera di ignoti contro il presidio sorto a Bruzolo.
In una partecipata assemblea tenutasi ieri sera all’autoporto di Susa, dove rimane il primo e più importante presidio anti-carotaggi, i cittadini hanno rilanciato lanciando una fiaccolata per questa sera e una manifestazione a Susa sabato prossimo.

“E’ la seconda volta – hanno detto – che il presidio subisce un vile attacco, la lobby del tav non riuscendo a piegare il movimento tenta in tutti i modi di intimorire la Valle, ma ci va ben altro. Fermi e determinati continueremo la nostra lotta ricostrunedo il presidio e inaugurandone uno nuovo ogni qualvolta dovremo difendere il nostro territorio“.

Mattia Nesti