La Terra sfida la catastrofe di Haiti: questo disastro non assomiglia a nessun’altro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:20

bimb haiti

“Il peggiore disastro mai affrontato dall’Onu”;

sono state queste le parole di un portavoce delle Nazioni Unite, parlando del difficilissimo  lavoro dei soccorritori  giunti ad Haiti in queste ore, difficilissimo è stato anche arrivarci sull’isola che ha visto questa settimana verificarsi, nuovamente, il suo giorno 0.

Le voci sulle vittime si rincorrono, talmente velocemente , da diventare talvolta “irraggiungibili”,vale a dire che le fonti delle notizie sono troppe e troppo diverse. Non che questo non ci debba essere ed anzi è un bene che qualcuno da Haiti abbia ancora voce e mezzi per render conto della tragica situazione,ma è arduo ricapitolare il tutto, è arduo informare in modo attendibile i soccorsi,anche con tutta la tecnologia disponibile.  Anche tra le fonti ufficiali c’è grande disaccordo; almeno 200 000  i morti ( e 250 000 feriti)  per il governo haitiano, 50 000 per la Croce Rossa Internazionale; Un divario enorme, che rende complesso gestire le risorse, allocarle, distribuirle.

Come se non bastasse  sciacalli armati di machete girano tra i cadaveri e tra i sopravvissuti razziando tutto quello che riescono a trovare, mietendo ulteriori vittime. Haiti è nel caos e questo ha scatenato la protesta di chi questo caos lo sta vivendo; Un camion della Repubblica Domenicana è stato aggredito, il mezzo trasportava viveri , acqua e generi di prima necessità.

Il terremoto che ha letteralmente fatto sprofondare la capitale “Port-Au-Prince) ha disintegrato gran parte delle infrastrutture locali, che già erano scarse rispetto a quelle a cui siamo abituati a pensare. La “sfida logistica” è ai limiti delle possibilità umane. Anche il Presidente U.S.A. Barack Obama ha  ammesso  in modo preoccupato che “l’impegno per Haiti rappresenta una delle piu’ grandi operazioni di soccorso nella storia degli Usa”.

Nessuno comunque si dà per vinto; Lo stesso Obama e suoi predecessori Bill Clinton e George W.Bush,lavoreranno insieme per la ricostruzione. L’attuale Presidente U.S.A ha fatto appello agli americani di contribuire versando qualunque cifra possano permettersi sul sito “ClintonBushHaitiFund.org”. L’impegno U.S.A durerà per anni.

Sul posto comunque operano unità di soccorso di tutto il mondo; molte coadiuvate dai cani, lo “strumento”, parola terribile da affibiare ad un essere vivente , ma che rende bene l’idea, di gran lunga migliore in mano agli esseri umani per quanto riguarda le operazioni di ricerca di persone, soprattutto quelle ancora  vive, sotto le macerie. Il cane infatti può sentire attraverso l’olfatto sensibilissimo di cui è dotato, e le orecchie,capaci di percepire frequenze ultra-sonore, segnali impossibili da rilevare umanamente anche attraverso sofisticati strumenti elettronici. La situazione ad Haiti è tragica anche per gli animali, che nonostante siano i primi aiutanti dell’uomo vengono sempre messi in secondo o terzo piano; sarebbe auspicabile che qualcuno si occupasse anche di loro, senza nulla togliere alle vittime umane ovviamente.

Nel buio assoluto dell’apocalisse brilano però due luci, due bimbe; una  di un anno e mezzo circa, Winnie Tilin, salvata dalle macerie di casa sua  crollategli addosso intrappolandola e uccidendo i suoi genitori. Per 3 giorni sotto le macerie senza mangiare e senza bere,uscita illesa. Su questa testata le è stato dedicato un articolo: https://www.newnotizie.it/2010/01/16/haiti-bimba-di-16-mesi-sotto-le-macerie-per-3-giorni-illesa/

Una seconda bimba di due anni è stata salvata dai soccorritori britannici; era rimasta sotto le rovine della scuola materna in cui si trovava. La catastrofe non deve farci dimenticare i piccoli miracoli che ogni giorno avvengono sul nostro controverso pianeta.

Per quanto riguarda l’Italia, sul posto sono stati identificati a ieri ( 16/01/2010)  176 italiani. Un’unica vittima accertata, che risponderebbe al nome di Gigliola Martino.Ieri è giunto sul posto anche il C130 italiano con a bordo l’ospedale da campo, che verrà “impiantato” nella zona scelta dalla squadra di soccorso che l’ha preceduto. Lo stesso C130 è ripartito immediatamente con a bordo 13 italiani ritrovati sani e salvi; rientreranno in Italia in giornata. Notizie ancora incerte e confuse sui restanti.

In soccorso della popolazione haitiana A breve arriverà anche la USNS Comfort della marina degli Stati Uniti, una gigantesca nave ospedale( https://www.newnotizie.it/2010/01/14/haitiarriva-la-usns-comfort-una-nave-ospedale-per-salvare-la-popolazione/).

E’ stata necessaria una catastrofe di dimensioni inimmaginabili per far smettere di litigare i potenti del mondo su argomenti che , talvolta, sono veramente futili. Questo dimostra che quando vogliono possono parlarsi, che non c’è niente di insuperabile tra un essere umano ed un altro,non c’è niente su cui non possano mettersi d’accordo,se vogliono. La terra intera sta sfidando un evento mai affrontato prima, per gravità, dimensioni, aiuti forniti, numero di persone e di nazioni coinvolte. Tutti un po impreparati forse , ma con la volontà di vincere questa  battaglia contro la natura che, ancora una volta si è ribellata e si è dimostrata più forte di noi.

A.S.

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