Partito Democratico: intitoliamo una via a Craxi

Fra le 600 persone che oggi hanno partecipato, ad Hammamet, alla celebrazione del decimo anniversario di Bettino Craxi, era presente anche una folta delegazione del governo e del PdL (Frattini, Sacconi, Brunetta, Cicchitto, la figlia Stefania…) ma, evidentemente, anche il Partito Democratico non vuole essere da meno.

A Capaccio, comune campano di 20mila abitanti, Giulio Ricci, capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, ha proposto che nella cittadini venga inaugurata una nuova via dedicata proprio all’ex leader del Partito Socialista.
“Bettino Craxi è stato un politico di razza – ha spiegato Ricci – nonchè uno dei più importanti tra quelli che hanno delineato le sorti del nostro Paese. Oggi la storia sta rivalutando la sua figura nonostante le vicende giudiziarie che lo hanno risucchiato”.

Proposta accolta con entusiasmo dal sindaco Marino, del Popolo delle Libertà, già militante e dirigente del Psi.
“Il mio cuore è a forma di garofano – ha detto – e la proposta di Ricci non può che trovarmi pienamente d’accordo. È un modo per ricordare un grande statista, oltre che un uomo che ci ha fatto emozionare per tanti anni“.
L’assessore all’urbanistica, intanto, fa sapere la strada è già stata individuata e sarà “un’arteria principale attualmente senza denominazione”.

D’altronde i tempi della riabilitazione della figura politica di Craxi sono maturi da tempo.
Se Cicchitto, oggi, ha parlato della persecuzione del “network dell’odio” che ha distrutto Craxi e oggi sta attaccando il povero Silvio Berlusconi, legittimato, e questa è la pericolosa conseguenza logica, a difendersi dai processi e non nei processi, da tempo il Partito Democratico ha cominciato a tessere le lodi del leader socialista. Dopo l’invito di Fassino a metterlo nel pantheon del nuovo partito, anche Veltroni ne aveva lodato la “innovazione” contrapposta alle idee del Partito Comunista di Berlinguer.

Paradossalmente, quindi, ciò che rimane del più grande partito d’opposizione non è interessato, per non rompere gli equilibri interni, a rileggere Craxi concentrandosi sui, pochi, aspetti positivi della sua azione di governo (si pensi all’autonomia degli Usa dimostrata a Sigonella o alla politica di indipendenza dal potere clericale), bensì a lodare le tesi economiche e politiche che portarono all’abolizione della scala mobile e ad altri provvedimenti che aprirono la strada, anche grazie alla connivenza di molti dirigenti dell’allora Pds, alla sbornia neoliberista degli anni ’90, di cui centinaia di migliaia di lavoratori pagano oggi le conseguenze.

La questione morale – scrisse Enrico Berlinguer – esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico”.
“La cosa che mi preoccupa in Bettino Craxi è che certe volte mi sembra che pensi soltanto al potere per il potere“.