Puglia: tra Vendola e Boccia è questione di primarie

La conclusione dell’ Assemblema pugliese del Pd, convocata ieri a Bari, ha stabilito due verità inconfutabili: Francesco Boccia è il candidato sostenuto dal partito di Pier Luigi Bersani e le primarie , che decideranno tra lui e il governatore uscente: Nichi Vendola, si terranno domenica 24 gennaio.

Tutto il resto rimane avvolto nella nebbia di esternazioni rese e smentite alla velocità della luce, tra chi assicura senza indugio che il Pd è solido e compatto e chi, invece, ammette, con un pizzico d’imbarazzo, che l’affaire Puglia (e non solo) ha contribuito a rendere manifeste le crepe di un gruppo disomogeneo e stratificato.

Ad ogni modo, all’indomani dell’ Assemblea regionale del Pd in Puglia, resta la girandola delle dichiarazioni politiche che rendicontano sulle dinamiche e le discussioni intestine, restituendo – in parte – il clima che si respira all’interno del maggior partito di opposizione. Partiamo dai due candidati: “La scelta delle primarie  – ha commentato Nichi Vendola – rappresenta la vittoria della buona politica sulla cattiva politica, della democrazia contro un metodo che appariva prepotenza“.

Dalla mia parte  – ha aggiunto l’attuale presidente della Puglia – penso di avere la gente che trovo per strada e dappertutto, quella che mi dice di non mollare. Penso di avere meno sigle, ma molto più cuore: quello del popolo pugliese”.

Non temo Vendola – ha riferito, da parte sua, Francesco Boccia  – Il Pd ha un progetto chiaro, alternativo, ampio, inclusivo; mi auguro che Vendola capisca le ragioni di una coalizione ampia. Ai pugliesi sottoporremo un progetto politico nuovo che per quanto mi riguarda, include anche Vendola“.

“Alle primarie – ha aggiunto –  i pugliesi devono sapere che da una parte c’è il progetto di una coalizione più piccola guidata da un esponente che non è del Pd e dall’ altra una coalizione più grande guidata dal Pd, alla quale partecipano tutti i partiti dell’ opposizione parlamentare. Di questo – ha concluso Boccia – sono fiero, questa è l’alternativa, ci crediamo e ci abbiamo sempre creduto”.

Per il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, la decisione “partorita” ieri dall’Assemblea pugliese rappresenta “un altro passo importante“. “Ieri nel Lazio e oggi in Puglia – ha spiegato –  le Assemblee regionali, con scelte unanimi, hanno preso decisioni su candidature autorevoli e capaci di raccogliere un amplissimo consenso nella coalizione e tra i cittadini”.

” Tutto questo – ha aggiunto Bersani – mostra la faccia reale dell’unico partito veramente a base federale di questo Paese, che valorizza il territorio, e di un partito che affronta discussioni anche difficili e percorsi di partecipazione inediti, ma sapendo riaffermare il proprio profilo con decisioni positive”.

L’ unica “nota stonata” segnalata dalle cronache, nel corso dell’ Assemblea riunitasi ieri, sembra essere stata quella levata da Massimo D’Alema. Il leader democratico, nel suo intervento, non avrebbe infatti lesinato piccati riferimenti alla strategia politica approntata dal governatore uscente, Nichi Vendola: “In certi momenti – ha detto D’Alema – per far fare passi in avanti a tutti, un leader politico deve fare un passo indietro, dimostrando così la forza della sua personalità”. Il riferimento alla volontà strenuamente difesa da Vendola di riproporsi alla presidenza della Regione Puglia, nonostante gli scarsi entusiasmi manifestati dalla dirigenza dei democratici, è palese.

Ciò nonostante, ha continuato D’Alema: “Le primarie non sono uno scontro ma un confronto tra persone che il giorno dopo devono lavorare insieme. Non sono – queste primarie – contro Vendola, ma per battere dopo Berlusconi che resta – ha concluso – l’obiettivo più importante”.

Maria Saporito