Adozioni Haiti: arrivati in Olanda i primi 8 bimbi “europei”

bimbo haiti

La campagna internazionale per l’adozione dei bambini rimasti orfani a causa del terremoto haitiano è iniziata; le popolazioni di varie nazioni stanno in queste ore intasando le linee dedicate allo scopo di  dare la loro disponibilità ad adottare uno o più bimbi provenienti dall’isola che ha visto pochi giorni fa il verificarsi del suo anno 0.

In questo senso, le questioni da affrontare sono veramente molte. Ieri ( 17/01) NewNotizie ha pubblicato un articolo in cui viene descritta esaurientemente la situazione italiana, che non cambierà prima di domani, giorno in cui la “Cai” ( Commissione dozioni internazionali) si riunirà per discutere le linee d’intervento. Nel frattempo all’estero si stanno muovendo in fretta. In Olanda sono arrivati in queste ore i primi 8 bimbi provenienti dall’isola di Haiti e il Ministero della Giustizia dell’Aja ha diffuso la notizia che altri 100 bambini avranno a breve la stessa fortuna.  Lo stesso ministero si sta ferventemente occupando di accelerare al massimo le pratiche di adozione.

Situazione paradossale in Francia, il paese storicamente più attivo nelle adozioni dall’isola haitiana; Il governo francese ancora non è riuscito a stabilire delle linee chiare per le procedure utili all’arrivo dei bimbi in Francia; Ciò ha provocato la protesta di circa cinquanta famiglie potenzialmente adottanti, che hanno lasciato bottiglie di plastica vuote davanti ai cancelli di Quai d’Orsay, sede del Ministero degli Esteri francese.  Secondoi l’agenzia  di adozioni  “Afa”,operante in Francia, le famiglie in attesa di adottare bimbi da Haiti sarebbero  tra le 1200 e le 1500.”Devono muoversi rapidamente prima che questi piccoli muoiano” ha commentato una donna 42enne in attesa di Jean, un bimbo di tre anni le cui procedure di adozione erano ormai al termine quando è sopraggiunto il terremoto.

Oltre a tutto ciò, è poi da tenere ben presente il punto di vista delle associazioni Ong che operano sul posto, o che perlomeno hanno esperienza nella gestione delle emergenze adottive nelle più diverse situazioni. Proprio perchè la catastrofe haitiana non ha precedenti è il caso di andarci coi piedi di piombo: prima che sul territorio haitiano la situazione assuma una parvenza di normalità sarebbe più prudente operare attraverso le adozioni a distanza, Inoltre i bimbi verrebbero sradicati dal loro territorio, pur devastato.

Maria Vittoria Rava, presente direttamente sul posto e titolare della Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus  infatti prevede di realizzare un progetto che dia vita ad un orfatanatrofio sul territorio “che accolga i bambini come in una famiglia nel loro paese”. Sulla stessa linea “Agire” un’altra agenzia Ong che si occupa di gestione delle emergenze.

Per chiudere con una nota positiva, ieri un giornalista americano ha trovato una bambina, sana e salva; la bimba era stata adottata poco tempo prima da una famiglia statunitense e quando si è verificato il terremoto mancavano pochissimi giorni alla sua partenza. Della bambina, di nome Maya, si erano però perse le tracce da due giorni; raggiante la mamma Mandy Poulter che ha potuto commentare solamente con un “E’ incredibile!”.

A.S.