Ali Agca, l’attentatore di Papa Giovanni Paolo II, è tornato in libertà: «Io sono Cristo, l’eterno»

Lo storico perdono di Papa Giovanni Paolo II al suo attentatore, Ali Agca

La recente aggressione a Papa Benedetto XVI ha portato alla memoria di tutti l’attentato subito il 13 maggio del 1981 da Papa Giovanni Paolo II. Assolutamente diverse le modalità, diverse le intenzioni e diverse le finalità. Allora Ali Agca sparò a Papa Wojtyla in Piazza S. Pietro e il Santo Padre rischiò seriamente di perdere la vita. Destò molta ammirazione nel mondo cattolico e non l’incontro successivo tra l’attentatore e il Pontefice, il quale gli manifestò il proprio perdono.
Ali Agca militava nei Bozkurtlar, i Lupi grigi, un’organizzazione terroristica di estrema destra, molto vicina agli ambienti del fondamentalismo islamico.

Oggi, 52enne, è stato liberato, dopo un primo rilascio avvenuto nel 2006 per un errato calcolo dei giorni di detenzione. Ha trascorso 29 anni in carcere in Turchia, prima ad Instabul e poi a Sincan, vicino ad Ankara, scontando due pene: una per il tentato omicidio al Pontefice ed una per l’omicidio del direttore del quotidiano Milliyet, Abdi Ipekci, ucciso a Istanbul nel 1979.

Dopo essere stato rilasciato è stato portato in un centro di reclutamento dell’esercito turco dove verrà valutata la sua posizione militare.

Ali Agca, convertitosi al cattolicesimo, pare voglia cercare ora una moglie, meglio se cattolica e italiana. Tra le sue volontà anche quella di recarsi presso la tomba di Giovanni Paolo II, per raccogliersi in preghiera. L’attenzione dei media sul suo personaggio sarà sicuramente molto forte; parrebbe intenzionato a scrivere un libro sulla vicenda che l’ha reso famoso a livello planetario e per lui sarebbero già in programma svariate interviste.

Stamane l’uomo, tramite il suo avvocato, avrebbe annunciato la vicina fine del mondo: «Tutti gli uomini moriranno in questo secolo… Io sono Cristo, l’eterno».
Al momento non si sa dove prenderà dimora: secondo quanto riportato dal quotidiano Hurriyet, avrebbe chiesto asilo politico a Polonia e Portogallo, oltre che addirittura in Vaticano, ma avrebbe già ricevuto un rifiuto da tutti.

Valeria Panzeri