Calcio, Juventus-Salta Alessio Secco

In una situazione critica come quella che sta vivendo la Juventus da diversi mesi, bisogna trovare un capro espiatorio. Il primo avrebbe dovuto essere Ciro Ferrara, la cui panchina è in bilico e il cui futuro a Torino è sempre più appeso ad un filo. A quanto pare il problema, dopo che Guus Hiddink è stato avvistato nel capoluogo piemontese a mangiare in un noto ristorante e a fare shopping in centro, è la mancanza di alternative. Oltre a lui non ci sono altri allenatori validi, liberi subito e disponibili sul mercato. Ed è per questo che la dirigenza bianconera sta tentennando e non ha ancora preso una decisione definitiva. O forse perchè è giusto credere fino in fondo al progetto iniziato le ultime due giornate della scorsa stagione? Difficile capirlo in questa bagarre fatta di risultati disastrosi, l’eliminazione in Champions League e mancanza di personalità e di gioco. A quanto pare, però, il primo a saltare non sarà il tecnico napoletano, bensì Alessio Secco. Ed ecco trovato il colpevole. Secondo alcune indiscrezioni domani la dirigenza lo solleverà dall’incarico di direttore sportivo, lasciandolo momentaneamente nelle mani di Roberto Bettega, già nominato vicedirettore generale alla sua esperienza bis con la Juventus. La causa scatenante non sono però, come potrebbe sembrare, le deludenti campagne acquisti svolte in tre estati insieme all’attuale presidente Jean Claude Blanc. Ma per le dichiarazioni rilasciate nel pre-partita di Verona contro il Chievo, quando il ds pare abbia giustificato l’arrivo di Paolucci con la mancanza di fondi nelle casse societarie, creando disagio alla società e sopratutto un crollo alle azioni della società. Il ds paga sicuramente anche le tre campagne acquisti non proprio esaltanti (sono più i flop che i top) ma anche i pessimi rapporti con Roberto Bettega, non idilliaci già ai tempi in cui il primo muoveva i suoi primi passi nel mondo del calcio prima come addetto stampa (1999) e poi come team manager (dal 2001) e il secondo faceva parte della Triade insieme a Luciano Moggi e Antonio Giraudo. Ora che l’ex bandiera bianconera è tornato le cose non sono cambiate e questo crea disagio all’interno della Società di Corso Galileo Ferraris. I fallimenti di Secco si chiamano Tiago Mendes, prelevato dal Lione per 13 milioni di euro e mai esploso e Sergio Bernardo Almirón, arrivato da Empoli per 9 milioni di euro, bocciato nemmeno 4 mesi dopo e poi mandato in prestito prima al Monaco e poi alla Fiorentina. Ma anche Jorge Andrade, giunto direttamente dal Deportivo la Coruna per 9 milioni di euro e Christian Poulsen, da Siviglia con furore per 9,75 milioni di euro. Di lui, però, non si può parlare di un vero e proprio flop, visto che tra i giocatori finora citati è l’unico che s’è fatto valere e tutt’ora fa parte della rosa bianconera, nonostante in estate sia stato offerto a chiunque, salvo poi ricredersi. Ci si ricorda anche di Olof Mellberg (Aston Villa, 850 000 euro), Dario Knezevic (Livorno in prestito, 700 mila euro con diritto di riscatto fissato a 1,5 milioni), il giovane Domenico Criscito, riscattato dal Genoa per 7,5 milioni e poi rispedito di nuovo in Liguria e Guglielmo Stendardo, arrivato in prestito gratuito dalla Lazio per tamponare l’emergenza difesa dovuta ai molti infortuni (tanto per cambiare: e poi dicono che Vinovo non c’entra nulla!). Ma il direttore sportivo ha anche centrato colpi di un certo spessore. Colpi del calibro di Sissoko, riscattato dal Liverpool per 11 milioni di euro; Amauri (22,8 milioni al Palermo), nonché Diego e Felipe Melo. Ma se non si sono ancora ambientati, questa non può essere certo colpa sua. Entrambi sono arrivati in estate insieme a Cannavaro e Grosso e non possono essersi trasformati, di colpo, in pezzi da rottamare dopo essersi dimostrati due grandi giocatori.  L’attaccante brasiliano è stato strappato a mezza Europa prima che il mercato lievitasse in seguito agli acquisti stellari del milionario Real Madrid. Il centrocampista, invece, è stato strapagato per il suo valore effettivo, ma questo è un altro discorso. Sta di fatto che entrambi non hanno ancora lasciato il segno e dunque, per il momento, sono stati messi nel calderone insieme ai fallimenti della Juventus. E Secco, ovviamente, è colui che ha fallito. Ma come già detto non sembra essere quello il motivo scatenante, visto che quest’anno è stato il miglior mercato degli ultimi tre anni, da quando lui, dopo lo tsunami di calciopoli, è stato nominato direttore sportivo. A sostituirlo, per il momento, ci penserà Roberto Bettega che nel frattempo cercherà un direttore sportivo che faccia al caso dei bianconeri. Quest’ultimo potrebbe arrivare anche subito, per risollevare le sorti della Signora e pronto ad operare nelle ultime due settimane rimaste a disposizione per il mercato invernale. Il suo nome è Pierpaolo Marino, sempre a spasso dopo il benservito di Aurelio De Laurentiis. Quasi impossibile, invece, strappare Giuseppe Marotta alla Sampdoria. D’altronde il consiglio di amministrazione bianconero, riunitosi la settimana scorsa, ha dato il via libera per nuovi acquisti di mercato, seppur non previsti. E tra i colpi di mercato potrebbe esserci anche l’arrivo di un nuovo ds. Se così non fosse ci penserà comunque Roberto Bettega fino a giugno e poi, insieme a Jean Claude Blanc (presidente, amministratore delegato e direttore generale), decideranno su chi puntare.

Andrea Bonino