Gelmini: con la mia università via i “bamboccioni” da casa

E adesso ci pensa il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, a sostenere la proposta avanzata dal collega Renato Brunetta di “mettere alla porta” i figli prima che diventino “bamboccioni”. In un’intervista al quotidiano torinese “La Stampa“, la titolare di Viale Trastevere ha detto: “Credo che una emancipazione tempestiva dalla famiglia sia un bene“.

“Il mio impegno  – ha proseguito il ministro – è quello di rendere l’università italiana più moderna e capace di laureare gli studenti nei tempi giusti, affinché possano accedere al mercato del lavoro e competere con gli altri colleghi europei”. Un’ipotesi che dovrebbe accorciare i tempi di permaneza dei “cocchi” nelle case paterne e condurre a quella che il ministro definisce una  “tempestiva emancipazione”.

Promette cambiamenti, la Gelmini, anche in merito al sistema di valutazione didattica: “Per ogni classe – ha premesso – vengono fissate delle competenze che i ragazzi devono raggiungere: è così in tutta Europa. Poi è vero che molti arrivano in terza media con forti lacune, ma il sistema di valutazione che stiamo allestendo – ha assicurato il ministro – consentirà di vedere, nel dettaglio, chi fa bene e chi, invece, deve correggere il tiro”.

E sull’autonomia scolastica che in 10 anni ha partorito più di 900 indirizzi di studi, la responsabile dell’Istruzione ha detto: “Questo è stato il limite dell’autonomia. In certe scuole ci sono fino a 60 progetti e progettini in atto. Senza dire delle sperimentazioni infinite e mai concluse”.

“Per questo motivo – ha continuato la Gelmini – ho varato un riordino degli indirizzi didattici che mette fine a questo progettificio a getto continuo. Tuttavia l’autonomia è, in sé, una esperienza positiva; con molti o alcuni eccessi. Ma appena il sistema di valutazione sarà a regime si capirà cosa funziona e cosa no. La scuola si sta dando un sistema di autoregolamentazione molto rigoroso e – ha concluso il ministro – mi auguro efficace”.

Maria Saporito