India: in migliaia per dare l’ultimo saluto all’ex leader del Partito Comunista

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:58

A sinistra, il leader comunista indiano Jyoti Basu

Migliaia di persone nella città indiana di Calcutta hanno fatto la fila all’esterno di una camera mortuaria, nonostante il gelo mattutino, per guardare per l’ultima volta il leader comunista Jyoti Basu.

Basu, che aveva 95 anni, è morto domenica dopo una lunga malattia.
Messaggi di affetto e ricordo giungono da tutto il mondo.
Era stato il governatore dello Stato del Bengala Occidentale dal 1977 al 2000, e aveva guidato il Partito Comunista dei Marxisti Indiani (CPM).
In passato gli è stato attribuito il merito di aver ristabilito la stabilità nello stato e di aver proposto diverse riforme agrarie.
Nel 1996 gli fu offerto il posto di Primo ministro in una coalizione di centro-sinistra, ma il suo partito decise di appoggiare il governo dall’esterno della coalizione.
Basu commentò la decisione del suo partito di non entrare nella coalizione come uno “storico abbaglio”.

Il governo del Bengala Occidentale, guidato dai Comunisti, ha annunciato due giorni di lutto in tutto lo Stato.
Tutti gli uffici governativi della regione sono chiusi e le autorità hanno chiesto anche alle organizzazioni private di cessare le attività almeno per oggi.
Basu sarà portato all’ospedale statale SSKM domani sera.
Non ci sarà cremazione; il suo corpo verrà donato alla ricerca medica, secondo le sue ultime volontà.

L’uomo era il leader comunista più rispettato dell’India.
“Era uno dei più capaci amministratori e politici che l’India abbia mai avuto dopo l’indipendenza. Mi sono spesso rivolto a lui per i suoi consigli sagaci… da statista, sempre pragmatici e basati su valori incrollabili“, ha dichiarato il Primo ministro indiano Manmohan Singh.
Il Primo ministro del Bangladesh Sheikh Hasina ha descritto Basu come “un grande leader, non solo dell’India, ma di tutta l’Asia meridionale… Noi ricordiamo con profonda gratitudine il suo contributo per la liberazione del Bangladesh e per l’accordo tra India e Bangladesh sul comune utilizzo delle acque del Gange”.

Il leader comunista lascia un’eredità controversa.
Nonostante avesse intrapreso cruciali riforme per un’equa spartizione della terra nel Bengala Occidentale e dato un maggior potere ai contadini, lo Stato cadde nella stagnazione produttiva industriale, e il periodo del suo governo fu caratterizzato da una radicale attività dei sindacati del commercio.

Ivan Rocchi

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