Influenza a h1n1: rese note le condizioni di vassallaggio imposte dalla Novartis ad un’Italia terrorizzata

In piena isteria collettiva generata dalla diffusione delle notizie sull’entità dell’inflluenza a h1n1, l’Italia il 21 agosto 2009 siglava un contratto di fornitura di vaccini con la multinazionale del farmaco Novartis. Un contratto addirittura secretato e ispirato non tanto da deduzioni di carattere medico, quanto dal clima di paura diffusosi in tutto il mondo e cha ha avuto come sua espressione più evidente alcuni oggetti e sostanze che sono diventati il simbolo dell’influenza suina: la mascherina e l’amuchina. Forse si ricorda ancora una delle scene italiane simbolo dei giorni dell’isteria: il signore napoletano morto (per gravi patologie pregresse accompagnate dal virus influenzale) e accompagnato al funerale da addetti alle pompe funebri tutti con la mascherina sul volto, mentre i suoi condomini chiedevano una disinfestazione sanitaria in tutto il palazzo.

A distanza di alcuni mesi, la rivista Altreconomia rende pubblico sul proprio sito il contratto che sull’onda di quegli eventi l’Italia siglò con la Novartis: 24 milioni di dosi di vaccino venduti allo Stato per una spesa complessiva pari a 184 milioni di euro. Oggi quel vaccino è offerto in saldo dall’Italia ad altri paesi a causa dell’enorme volume dell’invenduto. Le clausole contrattuali accettate dall’Italia sono forse la migliore espressione del potere delle multinazionali del farmaco.

All’art. 1 si stabilisce che “Novartis rispetta il contratto ma solo fino a quando ciò sia ragionevole”. In altre parole secondo Altreconomia se “Novartis riesce è bene, altri menti lo stato paga ugualmente”. Circostanza confermata da un successivo articolo del contratto, per il quale “nel caso in cui il vaccino non venga consegnato (per mancata approvazione dell’autorizzazione) il ministero riconosce a Novartis 24 milioni di euro. Ancora più pesanti le clausole contrattuali sulla responsabilità: Novartis è responsabile “solo per il difetto di fabbricazione” con esclusione quindi “del danno di altro tipo derivante dalla semplice assunzione del farmaco”. L’ultimo punto del contratto obbliga le parti a mantenere “assoluto riserbo”.

Intanto monta la polemica politica per quanto avvenuto. Il Pd chiede chiarezza sul contratto siglato con Novartis. Vedremo come andrà a finire. Per ora c’è solo la conferma che questo sistema è integralmente basato sulla paura. Quando in piena emergenza poche persone cercavano di mantenere i nervi saldi e invitare a ragionare con lucidità, le loro voci non ebbero alcuno spazio e furono tacciate di “minimizzazione”. I morti oggi accertati per l’influenza a sono nettamente al di sotto di ogni altra influenza stagionale.

Enzo Lecci