Nuove denunce di plagio per Avatar. Questa volta partono da Torino

Da quando Avatar, il film evento dell’anno, è uscito in tutte le sale del mondo, sbancando i botteghini e ottenendo premi e riconoscimenti, è iniziata la corsa alla denuncia per plagio da parte di scrittori, registi e case di produzione di ogni dove, contro James Cameron.

Questa volta è il caso di una casa di produzione torinese, la Lanterna Magica,  e del suo cartone animato chiamato “Aida degli alberi” risalente al 2001 e distribuito da Medusa.

 A svelarlo oggi è il quotidiano Cronaca Qui che riprende l’analisi minuziosa della sceneggiatura del film rispetto al cartone torinese effettuata dal mensile Focus, in prossima uscita in edicola il 25 Gennaio.

In un’intervista di CronacaQui con il regista del cartoon fantasy Guido Manuli,  autore del lungometraggio la cui trama in effetti presenta alcune somiglianze con il film super-tecnologico lanciato da Cameron, vengono sottolineate le assonanze sospette con la realizzazione del cartone uscito nel 2001 con scarso successo di pubblico. Ecco alcuni punti che fanno sospettare il plagio:

1) L’idea: la contrapposizione di due mondi, uno tecnologico e l’altro naturale, in cui gli abitanti di Petra, popolazione tecnologica senza scrupoli, vuole appropriarsi del prezioso legno di Arborea, grande albero dove vive Aida della foresta, con i suoi fratelli. Il re di Petra si innamora però di Aida e, tra una vicissitudine e un’altra, finisce per passare dall’altra parte. Gli esseri abitanti della foresta erano stati ideati da Manuli come metà uomo e metà felino, ma con la pelle blu. Proprio come gli Avatar alieni di Cameron.

2) Le scenografie: ritraggono la natura della foresta in modo sorprendentemente simile al film del regista americano. Così come lo sono le inquadrature e la particolare visuale adottata nel cartone.

3) La visione naturalistica:  il ritratto della società sana e pacifica che è ancora in sintonia con la madre terra, contrapposta con quella tecnologica, fomentatrice di guerre e cattiverie gratuite.

Anche Medusa Distribuzione, oltre alla casa produttrice torinese Lanterna Magica, sta pensando a querelare il fortunato regista americano. Sarà la sete di giustizia o di oro a muovere le azioni di tutti i querelanti che ogni giorno si sentono chiamati in causa nell’annosa questione dell’Avatar-plagio mania? Sarebbe stato lo stesso se la pellicola fosse stata un flop, anzichè un successo multimilionario?

Adesso la parola andrà certamente ai giudici.

Paola Ganci