Puglia: le primarie, i sondaggi e le speranze del centrosinistra

Sarà compito delle primarie, convocate per domenica prossima, stabilire chi sarà il candidato del centrosinistra per le prossime elezioni regionali.
Vendola contro Boccia, quindi, ancora un volta, come nel 2005, quando l’attuale governatore vinse per un pugno di voti.
Il Partito Democratico, almeno sulla carta, sembra aver raggiunto la compatezza necessaria a sostenere il braccio destro di Letta ma, sul territorio, è tutt’altro che scontato che il voto dei militanti e della “base” rispecchi le volontà dei dirigenti nazionali.

Basti pensare che alle primarie del 25 ottobre, quando si recarono alle urne 133mila cittadini, tutte le mozioni inserirono nei rispettivi programmi per il futuro del partito la ricandidatura, alle regionali di marzo, di Nichi Vendola.
Una partita, quindi, dall’esito incerto, ma dal peso politico enorme, non solo per la Puglia ma anche per il futuro nazionale delle alleanze fra il Partito Democratico e l‘Udc di Casini.

A testimonianza dei timori che serpeggiano fra le fila dei dirigenti democratici, Pierluigi Bersani ha voluto accelerare i tempi necessari a chiudere un’alleanza con il partito di Casini in Calabria, per evitare che una possibile vittoria di Vendola nelle primarie pugliesi potesse riallontanare considerevolmente i due partiti.

Se, al contrario, vincesse Francesco Boccia, morirebbe definitivamente la speranza di costruire un’alternativa al sistema di poteri che oggi governa il Meridione. Una speranza nata con la “primaver pugliese” del 2005 e, in parte, anche tradita dalle scelte fatte da Vendola sulla sanità, sulle alleanze strategiche con alcune lobby, sull’immigrazione…ma che, in ogni caso, solo con un centrosinistra lontano dai vincoli dell’Udc può sperare di sopravvivere e di concretizzarsi, come dimostra anche il forte consenso che la candidatura di Vendola alle primarie ha trovato fra il popolo del Partito Democratico, della Federazione della Sinistra e di Sle.

Se fosse Vendola, quindi, a vincere, il centrosinistra potrebbe conservare, almeno in parte, una propria coerenza programmatica, ma, obiettano i sostenitori di Boccia, andrebbe incontro ad una sicura sconfitta.
Tesi che, in parte, è stata smentita dalle parole di Beppe Fioroni, sostenitore dell’esponente del Pd. “Possiamo conquistare la regione – ha detto – anche se corre Vendola. Perché dev’essere chiaro a tutti: l’Udc non andrà con il centrodestra, semmai andrà da solo“.

Un Udc che, in Puglia, vale più o meno l’8% e che, in un’ipotetica corsa solitaria, potrebbe allearsi con “Io Sud” della fascista Poli Bortone, qualora quest’ultima non riuscisse a convincere il PdL a sceglierla come candidata dell’intero centrodestra.
Un 10% di consensi sottrati all’area di centrodestra che, paradossalmente, permetterebbero al centrosinistra di giocarsi la sfida con Dambruoso, probabile candidato del PdL, fino all’ultimo voto.

Una cosa è certa: la telenovela elettorale pugliese è ben lontana dalla sua conclusione. Per il momento non resta, in attesa di altri colpi di scena, che aspettare domenica 24, quando, finalmente, conosceremo il nome del candidato del centrosinistra e, soprattutto, la composizione della coalizione che lo sosterrà.

Mattia Nesti