Aggiornamenti circa gli affidi dei bimbi di Haiti. Carlo Giovanardi:”Si rischia di creare loro ulteriori traumi”

Non sono buone notizie quelle che arrivano dal sottosegretario con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi, in merito alla possibilità di prendere in affido un bambino haitiano sconvolto dall’inferno del terremoto. Nonostante la manifesta volontà di tantissime coppie italiche di prendersi cura dei minori scampati alla tragedia e costretti a vivere in situazioni di indigenza l’ipotesi “affido temporaneo” pare non essere una procedura scontata da realizzare, al momento.

Ecco le motivazioni addotte da Giovanardi:

Occorre molta cautela sulle adozioni in Italia dei bambini colpiti dal terremoto di Haiti, perché il rischio è che bimbi accolti frettolosamente nel nostro Paese possano ritrovare la famiglia in un secondo tempo e subire ulteriori fratture emotive. Una situazione che rappresenterebbe per loro un problema in più, piuttosto che un aiuto. Lo sottolinea ad Apcom: L’affido servirà ad accogliere i bambini in Italia in questa fase di emergenza. E’ una formula prevista dalle Nazioni unite. Si chiamano soggiorni per risanamento. Il bambino viene accolto da una famiglia o da un ente in grado di farlo. Ma si ferma in Italia solo per un periodo limitato e dopo torna nel proprio Paese. Parliamo di bambini che una famiglia ce l’hanno o che comunque non possiamo escludere ce l’abbiano. Bisogna essere molto chiari sulla natura temporanea dell’affido. Il rischio è ripetere gli errori fatti dopo Chernobyl o dopo la guerra del Ruanda, tra tutsi e hutu.
Le famiglie si affezionarono e vollero adottarli, col risultato che i bambini iniziarono a fare avanti e indietro tra l’Italia e gli orfanotrofi del Paese d’origine”. “Bisogna
– prosegue Giovanardi –  assolutamente evitare di ripetere quegli errori. Perciò la Commissione per le adozioni internazionali si riunirà per decidere il da farsi. C’è da verificare, al di là dell’emotività, il numero di posti disponibili, tra enti, associazioni e coppie. Dopodiché le procedure andranno concordate a livello internazionale“.

L’adozione, continua il sottosegretario, riguarda invece i bambini che sono senza famiglia: per loro è necessario che la coppia italiana sia riconosciuta idonea dal tribunale e ci vuole il via libera delle autorità di Haiti. E si tratta di qualcosa che si può fare solo in un secondo momento. La cosa più urgente ora, secondo Giovanardi, è aiutare le organizzazioni che sono sul luogo e che possono aiutare subito i bambini. Per questo abbiamo stanziato un milione di euro. Dobbiamo affrontare l’emergenza senza commettere errori

Valeria Panzeri