Film in televisione: oggi “Il miglio verde”

Ed è ancora Stephen King! Questa volta il suo romanzo “The green mile” non è la base di uno spaventoso film horror ma di un drammatico di gran lunga più commovente. “Il miglio verde“, pellicola del 1999, andrà in onda questa sera, alle ore 21:05, su Rete 4. Il lungometraggio, diretto da Frank Darabont, è interpretato da Tom Hanks e Michael Clarke Dunkan.

1935, carcere di Cold Montain: Paul (Tom Hanks) lavora nel braccio della morte. Troppe volte ha dovuto percorrere, insieme ai condannati, il pavimento verde del carcere che conduce alla sedia elettrica. John Coffey (Michael Clarke Dunkan) è un omaccione di colore arrivato nel braccio della morte con l’accusa di aver stuprato e ucciso due bambine. Ma Coffey non sembra affatto un criminale: insicuro e timoroso, fragile e molto sensibile, desta l’attenzione di Paul che inizia ad indagare sui motivi della sua reclusione…

San Cristoforo: secondo la leggenda, fisicamente un gigante, santo guaritore. Un paragone tra lui e Coffey, il gigante del film, sarebbe un azzardo: tuttavia, durante la prigionia, le somiglianze tra i due sono, tacitamente, suggerite mediante il dono di una medaglietta. Tutti gli indizi portano a credere non solo all’innocenza di Coffey ma alla sua assoluta accettazione della legge dell’uomo: triste ricordo di un novello Socrate che, costretto al suicidio, lo accetta senza anteporsi alla legge, giusta o iniqua. In tutto ciò, l’interpretazione di Michael Clarke Dunkan è calzante, angosciosa quanto basta per trasferire sentimenti di pietas anche nello spettatore meno accorto. Altrettanto commovente l’intrepretazione di Tom Hanks, veicolo di quel senso di angoscia tipico di chi ne ha viste troppe… Una vita non basta per dimenticare, è questo che suggeriscono i due protagonisti, coaudiuvati anche dalla sempre efficace tecnica del flashback.

Il film ha ricevuto quattro candidature agli Oscar per il miglior film, il miglior attore non protagonista (Michael Clarke Dunkan), miglior sceneggiatura originale e miglior sonoro. Non ha ricevuto neppure una statuetta, ma a noi che importa! Da non perdere.

Valentina Carapella