Gli USA al voto in Massachusetts: a rischio la riforma sanitaria

Se il senatore repubblicano Scott Brown batterà la democratica Martha Coakley nelle elezioni nello stato del Massachusetts il governo Obama perderà il 60esimo voto al senato che garantiva in pratica il passaggio della riforma sanitaria.

Se lo sconosciuto Brown dovesse incredibilmente vincere in uno degli stati storicamente più democratici degli USA, i repubblicani avranno la possibilità di bloccare in senato quanto pazientemente costruito dal presidente USA in questo anno di legislazione.

Proprio per evitare questa catastrofe, lo stesso Obama si è recato a Boston dove si è rivolto agli elettori chiedendo loro di non mandare in fumo tutte le sue riforme in campo sanitario.

“Togliamo ogni dubbio”, ha riferito alla stampa la portavoce della Casa Bianca Nancy Pelosi. “Avremo l’assistenza sanitaria in un modo o nell’altro”.

“Ho sentito il candidato in Massachusetts, il candidato repubblicano, dire, ‘torniamo al tavolo delle trattative,” ha continuato la donna. “Il tavolo delle trattative per il Partito Repubblicano sulla riforma sanitaria consiste nel cestinarla e mai riconsiderarla. Questa è l’opportunità di una vita. Se questa opportunità non viene realizzata, non ci sarà assistenza sanitaria per tutti gli americani.”

Una vittoria repubblicana in Massachusetts sembrava praticamente impossibile, uno degli stati più blu di tutti gli USA, l’ultima risale al 1972. I cittadini sono chiamati ad eleggere il nuovo rappresentante per il senato dopo la morte ad agosto del democratico William Kennedy, senatore per ben 47 anni.

Ora, incredibilmente, il vantaggio a due cifre della candidata democratica si è assotigliato al punto da ribaltare la situazione e negli ultimi sondaggi il repubblicano è dato in lieve vantaggio.

La situazione per la riforma sanitaria sembrava quasi conclusa e la mozione pronta per essere presentata al senato, ma se il governo di maggioranza perderà il seggio di Boston, tutto verrà ribaltato e dovrà essere riconsiderato.

I problemi legati alla riforma sanitaria non vengono solo dal partito repubblicano e proprio all’interno del partito democratico esistono forti oppositori; un gruppo di anti-abortisti democratici non è soddisfatto delle restrizioni dei fondi dei contribuenti sugli interventi di aborto perché non sono abbastanza forti.

Il sindacato dei lavoratori, invece, è contrario alla tassa di assicurazione presente nella mozione da presentare al Senato e la scorsa settimana sono riusciti a negoziare con il presidente Obama una riduzione.

Ora non rimane altro da fare che vedere come andranno le elezioni.


Sebastiano Destri