Haiti: gli ultimi aiuti arrivano dal cielo

E’ un’emergenza a catena quella che si sta verificando in queste ore nell’isola caraibica messa in ginocchio dal sisma della scorsa settimana. L’aeroporto di Port-au-Prince risulta, infatti, intasato a causa dei continui arrivi, da parte della comunità internazionale, di aiuti di ogni genere. Quasi tutte le strade sono ormai  impraticabili e il timore dei frequenti saccheggi rende critica la distribuzione dei beni destinati alla popolazione colpita.

Per evitare che la macchina assistenziale si blocchi repentinamente, aggiungendo nuovi morti all’ecatombe già registratasi, i militari americani hanno deciso di lanciare dal cielo gli aiuti, paracadutandoli in una zona a nord-est della capitale, messa in sicurezza dalle forze dell’ordine. Si tratta di 40 pacchi di viveri, per complessive 25 tonnellate, contenenti circa 14 mila pasti pronti e 15 mila litri di acqua potabile.

Una misura estrema a cui i militari statunitensi hanno deciso di ricorrere (nonostante la pericolosità) per scongiurare il rischio che gli aiuti trasportati dal C 17 partito da una base della Carolina del Nord giungessero alla popolazione haitiana troppo tardi. “Ci sono aiuti di così tante organizzazioni che si accumulano all’aeroporto – ha spiegato il portavoce della Us Air Force, Leon Strictland – da aver creato un tappo. Da ora lanceremo le cose direttamente dal cielo e apriremo un altro punto di distribuzione a nord dell’aeroporto”.

Maria Saporito