Vendola indagato per concussione. La procura smentisce

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:44

A 5 giorni di distanza dalle primarie che incoroneranno il candidato alla presidenza della Regione Puglia del centrosinistra, una presunta bomba giudiziaria si abbatte sul governatore uscente, Nichi Vendola. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, il nome dell’attuale presidente della Puglia sarebbe stato inserito nel registro degli indagati nell’ambito degli accertamenti avviati dalla procura di Bari per smantellare un sistema malato che ha insinuato gli interessi della politica nella gestione della sanità pubblica.

Per Nichi Vendola il reato contestato sarebbe quello di “concussione“. L’accusa prenderebbe le mosse da una serie di intercettazioni telefoniche riferibili alla primavera del 2008. Il governatore Vendola e l’allora assessore alla Sanità, Alberto Tedesco, discutevano della posizione di Giancarlo Logroscino, medico di origini baresi che ha insegnato alla Harvard School di Boston, accademico e professionista stimato, in lizza per il posto di primario all’ospedale “Miulli” di Acquaviva. La mancata nomina del luminare avrebbe causato la discussione tra i due politici e confermato il sospetto di Vendola sulle pressioni esercitate dalla “massoneria” locale. Da qui la volontà, da parte degli investigatori, di verificare in modo più approfondito il sistema di selezione di medici e amministratori che operavano nella sanità pugliese.

“Sarei indagato? – è stata la pronta reazione di Vendola, raggiunto ieri sera dalla notizia di una sua presunta iscrizione nel registro degli indagati – Sono mesi che danzano per aria queste notiziole, che provano ad assediare la mia vita”.

“Sono notizie  – ha proseguito – usate continuamente allo scopo di inquinare la lotta politica. Se poi parliamo del caso del professor Giancarlo Logroscino, non riesco neppure a capire il motivo per cui sarei stato iscritto nel registro degli indagati e per quali reati. Diciamo che dovrei essere premiato per aver capovolto l’andazzo italiano: premiare e selezionare coloro che operano nella sanità pubblica non con criteri meritocratici, ma – ha precisato Vendola –  con il sistema della fedeltà politica”.

E una smentita sul recente coinvolgimento del governatore uscente nell’ indagine, è arrivata ieri sera anche dalla procura di Bari. “Nulla è cambiato – hanno riferito fonti vicine agli inquirenti – e non ci sono fatti nuovi”.

La bomba giudiziaria su Vendola potrebbe, insomma, trasformarsi in un modesto e rudimentale artificio, esploso per accendere ulteriori polemiche sulla sua discussa candidatura alle Regionali di marzo.

Maria Saporito