A 15 anni già al lavoro: passo indietro per l’Italia di Silvio Berlusconi

Questa mattina la commissione Lavoro della Camera ha approvato un emendamento a un disegno di legge collegato alla Finanziaria: un anno di apprendistato varrà come adempimento dell’obbligo scolastico, ossia i giovani che vorranno smettere di studiare a 15 anni potranno farlo, iniziando a lavorare immediatamente. L’obbligo oggi vigente che prevede l’obbligo di studio fino ai 16 anni era stato previsto dalla Finanziaria 2007, su proposta dell’allora Ministro Fioroni.

Una decisione controcorrente: gli ultimi studi dell’Ocse e di Banca d’Italia invitano ad investire in istruzione, mostrando come i più istruiti possano godere di maggiori vantaggi. Inoltre tale limite stride con lo standard europeo.

Forti e vivaci reazioni da parte dell’opposizione.
Così Fioroni, artefice dell’ultimo innalzamento dell’obbligo ai 16 anni: «La maggioranza e il ministro Sacconi hanno deciso di fare carta straccia dell’obbligo scolastico. E’ inaccettabile che, invece di intensificare gli sforzi per collegare la fase educativa alla formazione e mettere in grado i ragazzi italiani di poter competere ad armi pari con i loro colleghi nel resto del mondo, qui si decida di fare un salto all’indietro così macroscopico».
Ancora più duro il senatore Antonio Rusconi, membro della Commissione Cultura: «Si tratta di un provvedimento assurdo che ci allontana ancora di più dai livelli dell’istruzione previsti dal trattato di Lisbona e soprattutto annulla una conquista importante del governo del centrosinistra, ovvero l’obbligo all’istruzione svolta nella scuola superiore o professionale fino a 16 anni, ma comunque nella scuola. Di fatto il governo Berlusconi sembra orientare la scuola e la società italiana verso indirizzi ‘classisti’, la serie A dei licei, la serie B degli Istituti tecnici, la serie C dei professionali, e ora per qualcuno, subito dopo la terza media, l’idea di andare subito al lavoro».

Forti critiche anche dal mondo dei sindacati, sia da Cgil sia da Cisl.
Intanto i Cobas di categoria hanno indetto uno sciopero per il prossimo 12 marzo.

Valeria Panzeri