Addio assenze non giustificate, arriva lo “School pass” in uso già a Roma

Cari studenti, sembrano ormai finiti i tempi in cui si poteva “marinare” la scuola, ritardare facendola franca o falsificare le firme. E’ arrivato anche in Italia un nuovo ritrovato della tecnologia già in uso in America e nei maggiori paesi europei. Si tratta dello “School Pass“, una specie di badge che registra presenza e ora di entrata a scuola. Il chip di riconoscimento è già in fase di sperimentazione al Liceo ClassicoAristofane” di Roma e pare che numerosi Istituti in Italia stiano facendo richiesta per dotare i locali scolastici di opportuni tornelli virtuali in cui passare il tesserino.

Il sistema usato adotta un’identificazione a radiofrequenza che, grazie ad un’antenna, permette di rilevare lo studente attraverso il chip appunto. Rosario Salone, Preside dell'”Aristofane“, si è detto molto favorevole all’utilizzo di questo sistema:”Servirebbe a snellire tante procedure. Dipenderà dai costi, noi ci stiamo pensando. Vedremo se la scuola troverà le risorse dal proprio bilancio, comunque a maggio prenderemo una decisione nel collegio dei docenti.” In questo Liceo, all’avanguardia nel territorio romano, tutti gli alunni (oltre mille) posseggono già un badge. Per chi arriva in ritardo infatti, il passaggio del tesserino rilascia un certificato che deve essere firmato dal docente affinchè l’alunno possa entrare in classe.

Ma nel prossimo futuro non sarà solo questa l’innovazione che arriverà tra banchi e cattedre. Sempre nella capitale sono già in uso i registri elettronici che permettono di registrare voti e assenze. “Danno” doppio per gli studenti in quanto i genitori potranno visualizzare queste informazioni in tempo reale. Anche le pagelle dunque, possono essere visionate collegandosi e immettendo la password o semplicemente ricevendo un sms con la “carriera” del figlio. Finiti i tempi in cui le penne dei prof. rappresentavano una minaccia, adesso saranno i clic a far tremare gli alunni “impreparati”. Per adesso questi sistemi sono solo in fase di sperimentazione, ma possiamo aspettarci che rappresentino il futuro dell’istruzione.

Giuseppe Greco