Berlusconi: a L’Aquila un record mondiale. Bertolaso andrà ad Haiti

A volte ritornano. A due mesi dall’ultima visita nei territori colpiti dal terremoto (era il 4 novembre), il premier Silvio Berlusconi fa ritorno in Abbruzzo per verificare l’efficacia dei lavori coordinati e diretti dalla squadra di Guido Bertolaso. Un’occasione per stringere mani e incassare applausi e per ricordare alla popolazione la straordinarietà, anche in termini di tempo, delle operazioni condotte con successo nelle zone colpite dal sisma dello scorso aprile.

La prima tappa è una scuola elementare dell’Aquila, la “Mariele Ventre” inaugurata lo scorso settembre. E’ qui che il presidente del Consiglio si intrattiene giocosamente con i bambini, incalzandoli con semplici e generici interrogativi: dalle tabelline alle capitali fino al siparietto semi comico in cui il Cavaliere domanda ai bambini: “Quante dita hanno dieci mani?” e la giovane scolaresca risponde: “Cento“. E il premier controbatte: “Bravissimi, di solito rispondono tutti cinquanta”, lasciando negli astanti più adulti il sospetto che anche lui (come gli scolari) abbia fatto confusione.

E ancora, “Pensate che io sia un buon presidente?” ha chiesto Silvio Berlusconi ai bambini della “Mariele Ventre” che hanno prontamente risposto con un ““. “Bene,  allora daremo il voto anche ai bambini appena sopra i cinque anni“: è stata la sua divertita risposta che ha procurato l’ilarità generale. Congedatosi dai suoi futuri elettori, il premier si è quindi diretto a Paganica e a Casantessa, frazione dell’Aquila non lontana da Coppito. E’ qui che ha affrontato discorsi più seri e tirato le fila delle operazioni di soccorso avviate in Abbruzzo.

“All’inizio – ha ammesso il presidente del Consiglio – abbiamo pensato che forse avevamo peccato di ottimismo a fissare dei tempi così stretti. E invece tutti hanno risposto in maniera straordinaria. Qui abbiamo fatto un record mondiale e ne andiamo fieri. Ad Haiti, invece – ha aggiunto il premier, allargando il discorso alla tragedia dell’isola caraibica –  la situazione è drammatica e manca il coordinamento”.

 “Aiuteremo Haiti  – ha continuato Berlusconi – anche con l’invio di uomini, forse carabinieri” ed ha annunciato l’invio a Port-au Prince di Guido Bertolaso “per verificare con le autorità locali, i rappresentanti delle organizzazioni internazionali e degli altri Paesi coinvolti nella organizzazione dei soccorsi, tutte le iniziative che il governo italiano potrebbe adottare per fornire ulteriori contributi alla soluzione del dramma”.

Poi si è affrettato a ricordare le misure già intraprese dal suo governo per sostenere la popolazione messa in ginocchio ad Haiti: “E’ partita la nostra portaerei, c’è già in attività un ospedale da campo  – ha rinfrescato Berlusconi – con 20 medici anche per il pronto intervento con chirurgia d’urgenza”. E adesso, sembra essere la conclusione del premier, è in partenza Guido Bertolaso, l’uomo che fronteggia le calamità nazionali; l’esperto itliano che tenterà di espatriare il metodo del pronto emergenza “fatto in casa”.

Maria Saporito