Calcio, Juventus-Rino Marchesi: “Lo scudetto è andato. E Ferrara merita fiducia”

Tutti pazzi per la Juventus“, il fortunato programma radiofonico condotto da Stefano Discreti per gli amanti della Vecchia Signora in onda su Radio Erre 2, dopo l’intervista shock a Gigi Maifredi di qualche mese fa che ha generato la reazione rabbiosa di Ciro Ferrara in diretta televisiva, ha interpellato questa volta un altro ex allenatore bianconero: Rino Marchesi. Una voce fuori dal coro in questo momento di grande crisi in casa bianconera e di crocifissione pubblica per il tecnico napoletano in sella alla Juve. Pubblichiamo qui si seguito l’intervista:

Gigi Maifredi intervenendo qui da noi ha dichiarato che al posto di Ferrara vincerebbe lo scudetto. E lei con questa rosa cosa farebbe?
Da fuori siamo tutti fenonemi a parlare e con la bacheca dei trofei piena zeppa.  Quando invece poi se lì, con le pressioni, la tensione, la sfortuna e tanto altro, ti accorgi che è dura anche solo pensare di competere a certi livelli”.
Ma Ferrara è l’indiziato numero uno della stagione disastrata bianconera?
No. Prima di tutto vengono i troppi infortuni. Decisamente troppi. Perché per recuperare la forma poi ci vuole del tempo. Poi aggiugici la difficoltà di inserimento dei nuovi arrivati e la frittata è fatta. Gente come Diego e Felipe Melo forse non era abituata a certe pressioni e Torino è una piazza che vuole sempre vincere. Poi è il turno della campagna acquisti estiva: hanno trascurato le fasce. Questa Juventus non ha esterni competitivi e a certi livelli non te lo puoi permettere. Ferrara ha sicuramente le sue colpe ma mandarlo via adesso non avrebbe senso. E’ un tecnico preparato, serio, motivato. Non ha l’esperienza giusta? Con tutti i cazzotti che ha preso in questi mesi s’è fatto le ossa. Ti fanno crescere più le critiche che gli anni. E poi tanto lo scudetto ormai è andato”.
Quindi sconsiglia l’esonero di Ferrara?
Assolutamente. Un nuovo tecnico giocherebbe lui sulla fascia? Assumerebbe un santone per guarire i tantissimi infortunati? Non credo. E allora giusto dare fiducia a Ferrara, che ha tutto per risalire la china. Un campionato al terzo posto con un successo nelle coppe (coppa Italia ed Europa League, ndr) non sarebbe mica da buttare. No? A Ferrara, ripeto, manca l’esperienza ma con l’arrivo di Roberto Bettega si sentirà sicuramente più tutelato. Ecco, fino ad un mese fa Ferrara non aveva nessun aiuto tecnico alle spalle. Adesso si. E non è poco”.
Vede analogie tra l’attuale Juve e la sua, quella del biennio 1986-1988?
Assolutamente no. Quella era una Juventus a fine ciclo, che aveva vinto con Trapattoni tutto quello che c’era da vincere in Italia e nel Mondo. Gente come Platini, Scirea, Cabrini poi era a fine carriera”.
Anche Del Piero è a fine carriera…..
Rimpiazzare Del Piero per la Juve sarà durissima. Giocatori come lui, come Platini, segnano un’epoca. Anche dal loro rendimento dipende la sorte di un allenatore. Con me Platini segnò 2 goal in tutto l’anno. Ne avesse fatti 10 avremmo vinto lo scudetto noi, invece che il Napoli di Maradona. Però la mia Juve non rimase a bocca asciutta soltanto per colpa di quel Platini. Era una squadra sazia. I giocatori avevano già vinto tutto quello che c’era da vincere. Per questo ripeto non vedo assolutamente analogie tra noi e la Juve di adesso”.
Platini che fu poi rimpiazzato da Magrin. Colui che doveva sfornare assist per Rush. Che ricordi ha? “Decidemmo di non modificare il tipo di gioco e per questo comprammo un regista come Magrin. Certo speravamo che Rush avrebbe garantito i gol che negli anni passati aveva fatto Platini. Come è andata a finire invece purtroppo lo sapete tutti”.
Qual è la più grande delusione dell’esperienza bianconera?
Quella di non aver vinto. Ma scelgo una sfida in particolare: quella contro il Real Madrid. Due partite all’ultimo respiro che furono pesantemente condizionate dal goal di Manfredonia ingiustamente annullato al Bernabeu. Ecco ogni tanto risento quell’ingiusto fischio che ci tolse quella rete valida”.

Andrea Bonino