Intervista a Matteo Bruno “Cane Secco”

Matteo Bruno

Dall’ultimo articolo di pochi giorni fa, i suo fan su “Facebook” sono quasi raddoppiati, le visite sul suo canale “Youtube” crescono sempre più, il caso Matteo Bruno continua ed io ho voluto incontrarlo.

Mi si presenta come un ragazzino qualunque, dimostra qualche anno di meno, mi stringe la mano con gentilezza, entrambi stressati dal traffico romano andiamo a prendere un caffè (lui un cappuccino).

Le mie domande sono tante ma lui non si risparmia e mi racconta la sua vita:

Come nasce questa passione?
Sono cresciuto tra videocamere, mio padre ha una casa di produzione, appena me ne hanno regalata una tutta mia, per il compleanno degli 8 anni, ho cominciato a divertirmi provando sempre cose nuove.

Fai tutto da solo oppure c’è qualcuno che ti aiuta o che collabora con te?
I video di “Youtube” sono stati fatti quasi tutti da me, il cortometraggio “Il lungo addio”  è diretto e prodotto da un mio amico “Claudio Di Biagio” io mi sono occupato solo degli aspetti tecnici, riprese, montaggio, musiche; nel video “Vita da libro” il mio fratellino di 10 anni premeva il tasto Rec nelle scene dove io ero lontano e non potevo farlo.

Hai studiato o studi regia, montaggio?
No, ho imparato in parte da mio padre ed il resto da solo, non ho mai frequentato scuole di regia, ne di montaggio ne tantomeno di doppiaggio.

Vorresti proseguire gli studi con una materia attinente a quello che ti piace fare?
Non saprei…

Cosa fai nel tempo libero?
Quando non lavoro e non monto video per “Youtube”, esco con gli amici, non vado a ballare! Suono la chitarra, suono l’Uculele (regalo tanto desiderato e che mi è stato fatto dai miei amici).

Cosa pensano i tuoi amici di ciò che fai e di tutto ciò che ti sta succedendo?
Sono contenti e mi reputano un po’ folle.

Cosa pensi del successo che hai ottenuto?
Ne sono molto contento ma non me lo aspettavo, a volte penso che si stia esagerando perchè per me è solo divertimento.

Hai la fidanzata?
Dico solo una cosa, il mio stato di” Facebook” è “Single”.

I tuoi genitori ti spronano?
Potrebbero farlo ma mi piace così tanto quello che faccio che non ce n’è bisogno.

Conosci Lucas Cruikshank? Lui come te ha cominciato il suo successo con dei video pubblicati su “Youtube”.
No, non ne avevo mai sentito parlare prima del tuo articolo su “Newnotizie.it”.

Ti ispiri al modello americano, dove gente comune vuole diventare famosa usando “Youtube”?
No, non mi ispiro a nessuno! Mi diverto solo a fare dei video.

Ti interessa più la regia, il montaggio, o fare l’attore?
Sicuramente mi interessa più la parte tecnica, regia, montaggio. L’attore l’ho fatto solo nei video di “Youtube”, mi hanno proposto di fare l’attore in diversi progetti, anche belli ma ho detto di no perchè non è quello che mi piace fare.

Se non ti piace fare l’attore come mai nei tuoi video il protagonista sei sempre tu?
Perchè per me i video di “Youtube” sono un passatempo, una cosa che posso fare da solo quando mi pare.

Regista preferito?
Stanley Kubrick e Tim Burton.

Hai ricuto delle proposte lavorative dopo questo successo?
Si, a breve mi aspettano dei colloqui lavorativi.

Ti aspetti di trarre dei profitti economici da tutto ciò?
Non è la mia aspettativa principale perchè già sto lavorando e ancora non ho bisogno di soldi per mantenermi, mi servono solo per acquistare nuove strumentazioni.

Cosa ti aspetti dal futuro?
L’imprevedibilità! Per il momento ho tanti progetti nel cassetto, sarebbe bello trovare qualcuno che mi aiutasse a produrli.

Perchè” Cane Secco” un nomignolo così bizzarro?
E’ una storia simpatica: eravamo in pizzeria ed il pizzaiolo dopo aver chiesto a tutti che pizza volessero si rivolge a me dicendomi (in romanesco) <<E a sto cane secco che je damo?>>, mi è piaciuto troppo e da lì è nato “Cane Secco”.

E’ cambiata la tua vita dopo aver fatto questi video?
E’ cambiata sicuramente la mia casella mail, mi riconoscono in giro e mi sembra tutto un pò strano ed inquietante.

Cosa diresti a chi vorrebbe seguire il tuo esempio?
Sperimentare, è quello che faccio io. Cominciare dalle cose più semplici, spontanee per poi passare a quelle più elaborate.

Antonella Marangolo