Russia, bufera e polemiche sul docufilm “Scuola”

 

Iniziato da nemmeno una settimana in Russia, già ha dato adito a polemiche e non solo   il docufilm “Scuola”, serie TV sulla vita dei licei con insegnanti corrotti, studenti che fanno sesso e che fumano spinelli, e che va in onda dallo scorso giovedì alle 18.20 e in replica alle 23.

Polemica e non solo, come abbiamo già detto: perchè il dibattito si è acceso ed è scoppiata  addirittura in Parlamento quasi una rissa, in seguito alla proposta di censura avanzata dal gruppo di parlamentari comunisti poichè si ritiene che il telefilm sia nocivo e oltraggioso per l’immagine degli istituti superiori russi. A difendere la serie Tv invece sono stati esponenti del partito putiniano, Russia Unita.

La giovane regista, la venticinquenne Valeria Gai Ciaganava che ha già firmato diversi film con lo pseudonimo di Ghermanika afferma di essere stata fraintesa, in quanto il suo scopo è stato semplicemente di raccontare la verità, senza l’obiettivo di denigrare niente e nessuno. Aggiunge anche come ci fosse un copione di base che  non le piaceva, al punto che “insieme ai ragazzi riscriviamo tutti i dialoghi. In un linguaggio vero, che è pieno di parolacce e di ingenuità ma che è il linguaggio degli adolescenti.”

L’obiettivo della regista in realtà non è stato mettere in evidenza la ribellione degli adolescenti ma al contrario le problematiche adolescenziali, tra le quali specialmente l’assenza di un adulto come modello a cui ispirarsi o l’incomprensione dei “grandi” e la grande, profonda solitudine che sembra avvolgere sempre più i ragazzi. La regista ha già girato 60 episodi e ha rivelato l’intenzione e insieme la speranza di poter continuare il suo lavoro.

Rossella Lalli