USA: la sconfitta in Massachusetts minaccia l’agenda politica di Obama

Il neo-eletto senatore Scott Brown, che un tempo faceva il "modello" sulle riviste patinate

Con un ribaltamento eccezionale, che ridisegna il panorama politico statunitense, il Repubblicano Scott Brown ha vinto le elezioni straordinarie tenute ieri in Massachusetts, per il seggio al Senato americano prima occupato dal Democratico Ted Kennedy, meglio conosciuto come “il leone liberale”.

Secondo il National Election Pool, un consorzio composto da media statunitensi, con il 99% delle schede contate, Brown ha ottenuto il 52% dei voti, contro il 47% del ministro della Giustizia del Massachusetts Martha Coakley, il candidato Democratico.
Il candidato Indipendente Joseph Kennedy, un libertario che non è collegato alla più famosa famiglia Kennedy, ha ottenuto l’1%.
La vittoria di Brown ha reso concreta la prospettiva, un tempo remotissima, di un Repubblicano che occupa il seggio tenuto da Kennedy per quasi 47 anni, fino alla sua morte per cancro lo scorso agosto.

Prima che Kennedy vincesse per la prima volta in Massachusetts nel 1962, suo fratello maggiore John aveva occupato quel posto per circa otto anni fino alla sua elezione come Presidente degli Stati Uniti nel 1960.
“Questo cambia davvero tutto, lo sai?”, ha detto Mitt Romney, l’ex governatore Repubblicano del Massachusetts, che ha introdotto Brown alla festa per la sua vittoria elettorale.

Gli elettori in tutto il Massachusetts hanno sfidato gelo invernale e neve per un’elezione che mette in gioco una posta molto alta; l’agenda della politica interna del Presidente Obama, incluso il suo obiettivo più importante, la riforma della Sanità.
La vittoria di Brown strappa ai Democratici la loro inattaccabile maggioranza al Senato, forte di 60 seggi, necessaria per superare gli ostruzionismi che i Repubblicani faranno per contrastare le priorità proposte dalla Casa Bianca.

I senatori Democratici hanno bisogno di tutti i 60 seggi per far passare la legge di riforma sulla Sanità, e la perdita di uno solo di questi la mette in pericolo, generando ancora sostegno per una misura di compromesso tra il partito di Obama e i Repubblicani.

Ivan Rocchi