Baarìa, pensato per vincere tutto, in realtà è un fiasco

La pellicola Baarìa era stata annunciata come il kolossal “made in Mediaset”, realizzata con l’intento e la presunzione di poter accaparrarsi tutti i premi a disposizione. Tutto era stato studiato a tavolino: dal cast alle musiche. Il grande motore pubblicitario messo in atto proprio dai media di Berlusconi, faceva prevedere un trionfo all’italiana come mai accaduto prima d’ora. Ed invece, ecco le cattive notizie in arrivo: Baarìa si è rivelato un fiasco, e non solo all’estero. Gli incassi ottenuti solo nel nostro Paese, hanno superato di poco i 10 milioni di euro, ovvero ciò che potrebbe raggiungere un qualsiasi film di media qualità. Sicuramente troppo pochi per quello che era stato annunciato come il kolossal nostrano, paragonabile ad “Amarcord” di Fellini e “Novecento” di Bertolucci. A conti fatti, invece, la pessima figura registrata è a dir poco imbarazzante. Basti pensare che Checco Zalone con il suo “Cado dalle nubi”, ha superato i 13 milioni di incassi ed è ancora in programmazione nelle sale.

Il Presidente di Medusa, Carlo Rossella, protesta: “Il film è un capolavoro riconosciuto internazionalmente e meritava l’Oscar”. Ma un capolavoro per chi?, ci vien spontaneo chiederci, dal momento che non pare sia stato tanto apprezzato neppure dal pubblico italiano.

Per i critici, ciò che ha portato al totale fallimento della pellicola, è stata la stessa pellicola, con la sua esasperata presunzione. Facendo un esame di coscienza, possiamo di sicuro elencare più di un paio di motivi che ne spiegano i punti deboli del film made in Italy. Uno su tutti: Baarìa è considerato un film già visto. Non sarebbe, dunque, il capolavoro di Tornatore, ma qualcosa di “riciclato”: troppo virtuoso, troppo lungo, troppo ridondante. Insomma, nulla di inedito rispetto a quello già sfornato finora dal regista.

Potevamo attenderci di molto meglio, e perdere tutto per eccessiva presunzione, brucia più di qualsiasi altra critica stilistica.

Emanuela Longo