Film in televisione: paura di “Invasion”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:18

Questa sera, alle ore 21:10, il primo canale Mediaset trasmetterà il thriller, del 2007, “Invasion“. Diretta da Oliver Hirschbiegel, la pellicola è interpretata da Nicole Kidman e Daniel Craig. Basato sul romanzo di Jack Finney, il film è il terzo remake di “L’invasione degli ultracorpi” (1956, diretto da Don Siegel), un classico del genere fantascientifico.

La psichiatra Carol Bennell (Nicole Kidman) scopre che uno strano virus di origine aliena infetta gli esseri umani nel sonno, durante la fase REM, rendendoli privi di emozioni e di qualsiasi genere di sentimento. In una parola “inumani”. Dal momento che il virus non provoca mutazioni nel fisico, è difficile capire chi siano gli infetti e chi, invece è ancora sano. Carol, con l’aiuto del collega Ben Driscoll (Daniel Craig) cercherà di restare sveglia proteggendo anche il figlioletto Oliver…

La pellicola a cui il film si ispira, è un classico della fantascienza con tanto di balconi che si affacciano sul momento storico di riferimento. “Invasion”, pur conservando la facciata della scienza proiettata sul futuro e della storia contemporanea di sottofondo, ha tratto ispirazione da tutt’altro. Sembra di essere in un videogioco dove la propria pedina, da sola deve affrontare e sconfiggere un esercito di zombie. La protagonista e il comprimario, pur offrendo, a garanzia del film, la propria fama e un’indiscutibile bravura, fanno fatica a tenere desta l’attenzione dello spettatore. Ciò succede perchè il loro personaggio è programmato per agire da solo sulla scena, quasi affianco e non dentro, alla vicenda.

Quello che è il grande pregio della fantascienza classica, l’esplicitazione della paura collettiva, il rapido crescendo della fobia, la disperazione e infine la calma dopo la tempesta, sono, qui, schiacciati dal peso dell’azione e dell’effetto speciale. Di questo processo di soffocamento dell’emozione, “Invasion” non è un esempio isolato ma l’ennesima confema della strada che ha intrapreso il cinema degli ultimi anni: le tematiche, le emozioni, la storia lasciano sempre più spazio alla spettacolarizzazione.

Valentina Carapella